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Emissario, la manutenzione sarà pagata con il legname
CASTELFRANCO. Sono due le buone notizie che riguardano la sicurezza idraulica dell'intera area della Pianura Bientinese. La prima: il Canale Emissario torna al suo splendore, grazie ai lavori di...
CASTELFRANCO. Sono due le buone notizie che riguardano la sicurezza idraulica dell'intera area della Pianura Bientinese. La prima: il Canale Emissario torna al suo splendore, grazie ai lavori di manutenzione che il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord ha avviato e sta completando su un importante tratto di questa fondamentale rete idraulica, indispensabile per far sì che tutta l'acqua di superficie della zona defluisca sicura verso il mare. La seconda: le opere per l'abbattimento del rischio idraulico peseranno sulle tasche dei contribuenti, solo per una parte residuale. Grazie a un progetto sperimentale avviato dal Consorzio, infatti, circa metà della spesa per l'intervento è coperta grazie a quanto ricavato dal legname derivato dalle piante e dagli arbusti tagliati nell'alveo, che sarà utilizzato come biomassa.
«Il Canale Emissario è il principale corso d'acqua del comprensorio del Padule di Bientina - ricorda il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi - attraversa i comuni di Capannori, Altopascio, Bientina, Vicopisano e Castelfranco di Sotto, raccogliendo tutte le acque meteoriche che affluiscono mediante il reticolo minore; acque che poi sottopassano l'Arno ed arrivano fino al mare. La sua manutenzione è quindi di fondamentale importanza per un efficace drenaggio di tutto il reticolo, in modo da limitare al minimo il rischio idraulico di una vastissima zona».
I tratti interessati dai lavori sono molto ampi: dalla Botte sotto l'Arno (a San Giovanni alla Vena) fino a Guerazzi, da lì fino al ponte in località La Tura, e quindi in successione sino al limite all'area protetta Sic-Sir-Ramsar più vicina ad Orentano.
«Quello sull'Emissario è a tutti gli effetti un progetto pilota per l'intera regione - sottolinea il presidente Ismaele Ridolfi - Con la ditta che sta effettuando i lavori è stato infatti concordato che circa la metà del dovuto sarà pagato tramite la possibilità, che è stata accordata loro, di raccogliere ed utilizzare il legname che sarà ricavato dalle piante e dagli arbusti tagliati nell'alveo».
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