Il Tirreno

Pontedera

Accusato d’istigare alla jihad, tornerà in cella

Aveva avuto gli arresti domiciliari, ma il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della procura

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PONSACCO. Il tribunale del riesame di Firenze ha accolto il ricorso della Procura fiorentina contro la concessione degli arresti domiciliari a Jalal El Hanaoui, il marocchino di 26 anni residente a Ponsacco e da mesi sotto processo davanti alla corte d'assise pisana con l'accusa di avere istigato alla jihad attraverso Facebook, e ne ha disposto nuovamente il trasferimento in carcere.

Lo straniero, che si è sempre proclamato innocente e ha pubblicamente espresso più volte dichiarazioni di condanna per gli attacchi dell'Isis, era appena tornato a casa dopo avere atteso per settimane un braccialetto elettronico che permettesse di dare attuazione alla decisione della corte di assise del tribunale di Pisa di concedergli i domiciliari e alla quale si era opposto il pm, Angela Pietroiusti.

«Le decisioni dei giudici – affermano i difensori di El Hanaoui, gli avvocati Tiziana Manocci e Marco Meoli – si rispettano anche quando non si condividono. Certo che non potremo esimerci dal ricorrere per Cassazione una volta che avremo letto le motivazioni del provvedimento. Siamo sinceramente sconcertati per l'ulteriore durissimo provvedimento assunto nei confronti di questo giovane uomo, della cui innocenza mai abbiamo dubitato».

I legali ricorreranno in Cassazione per chiedere l’annullamento di questo ultimo provvedimento. Nel frattempo il processo di primo grado si avvia verso la conclusione e la prossima udienza, quella che dovrebbe arrivare alla sentenza, è prevista per il 23 settembre. Ieri i difensori del giovane, appena sono venuti a conoscenza del dispositivo, sono stati a casa del marocchino a Ponsacco per concordare come procedere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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