Sicurezza
Morirono nel buio della miniera crollata, il ricordo dopo 60 anni
Ricordate a Pettori le vittime di Marcinelle, tra loro il minatore Enrico del Guasta. Presenti il figlio e Roberta Sorgato, autrice del libro "Cuori nel pozzo"
CASCINA. La mattina dell'8 agosto, con una cerimonia semplice ma sentita, anche a Cascina, nel cimitero di Pettori, sono stati ricordati i morti di Marcinelle: 262 immigrati, 136 dei quali erano italiani. Tra quei minatori, che persero la vita in seguito all’incidente nella miniera belga, c’era anche un cascinese, Enrico Del Guasta.
Alla cerimonia, alla presenza del vicesindaco, Michele Parrini e del parroco di Pettori, era presente anche il figlio Umberto Del Guasta che da anni si impegna per mantenere vivo il ricordo della tragedia.
Enrico Del Guasta era nato a Cascina nel 1920. Fedele ai suoi valori, nel 1943, al momento dell’armistizio, da militare di un esercito allo sbando, decise di schierarsi dalla parte della lotta di liberazione.
“Mio padre prese parte alla Resistenza. La zona operativa era quella di Fossombrone. Alla cerimonia di oggi, 8 agosto, abbiamo invitato anche rappresentanti dell’Anpi. Mio padre era comunista, fu uno dei fondatori del Pci a Pesaro, scelta che gli procurò ostacoli nella ricerca di un lavoro per lui e la sua famiglia. Fino a quando decise di andare a lavorare in Belgio”.
Enrico aveva quattro figli: Libero, Gianfranco e Graziella e Umberto. La famiglia si trasferì nel villaggio di Sart Saint Nicholas dove la maggior parte degli abitanti erano italiani.
L’8 agosto del 1956 avvenne la tragedia: il cadavere di Enrico Del Guasta fu ritrovato solo dopo circa un mese e mezzo dal crollo della miniera e riconsegnato ai familiari che lo seppellirono a Pettori, paese d’origine.
Alla cerimonia nel cimitero l'8 agosto c'era anche Roberta Sorgato, che ha scritto un libro “Cuori nel pozzo” (Venezia, Marsilio 2010), dedicato a tutti i lavoratori morti nelle miniere del Belgio. Sorgato, professoressa di lettere ora in pensione che abita in provincia di Treviso, ripercorre quei momenti prendendo spunto dal ricordo di suo padre, Giovanni, morto a soli 32 anni in un altro incidente avvenuto in miniera il 2 febbraio del 1956, pochi mesi prima di Marcinelle.
“Scrivere questo libro – racconta l’autrice – è stato per me molto importante. E’ stato un viaggio doloroso nei ricordi, ma anche una riscoperta straordinaria. Un modo per riappropriarmi delle mie origini. Quando mio padre è morto, avevo 14 mesi. Lasciò mia madre e due figli. Non sono stati anni facili per noi e per mia madre”.
Il libro vuole essere un omaggio a tanti uomini morti nelle miniere del Belgio. Padri di famiglia che erano partiti dall’Italia in cerca di un lavoro e vivevano in condizioni di grande povertà. Tanti hanno lasciato le loro vite in fondo a un pozzo.
Di questa e di altre storie di lavoratori che hanno sacrificato la loro vita per le famiglie l’autrice parlerà la sera dell’8 agosto durante la presentazione del libro che è stata organizzata nel ristorante pizzeria, Chez Mes Amis, di cui il figlio di Del Guasta è titolare a San Giovanni alla Vena.
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