Finanza
Spaccio di droga in strada risse e bivacchi notturni
Proteste in alcune vie del centro, chiesto un incontro con la polizia municipale La gente del quartiere all’attacco: «Abbiamo paura, vogliamo più sorveglianza»
PONTEDERA. «Vi prego di non citare il mio nome e cognome. Sono una donna sola, ho paura, temo che qualche malintenzionato possa darmi fastidio, come del resto già è accaduto in passato».
La signora, poco più di cinquant'anni, ha un tono di voce pacato, ma le parole escono veloci, concitate. Si presenta alla nostra redazione di mattina, per «far sapere una buona volta quel che succede in questa zona di Pontedera. Siamo tanti, siamo stufi. Lunedì (domani, nda) incontreremo il comandante dei vigili urbani, Michele Stefanelli. Ci ha dato un appuntamento. Lo chiederemo anche al sindaco. Speriamo serva».
La zona in questione ha come «epicentro del disordine» un quadrilatero delimitato da alcune strade: via della Misericordia, via Palestro, via Battisti, via Magenta. Pieno centro storico. A due passi da corso Matteotti, da piazza del Duomo.
Il ritratto che la signora ne fa è inquietante. Violenza. Risse. Alcol e droga. «Spacciano a tutte le ore. Certo, col buio è peggio. E chi riesce a dormire, con quel baccano? Potete chiedere ai miei vicini di casa, vi diranno tutti la stessa cosa: qui non è più vita. Gente di varia età, italiana e straniera, arriva lì, parcheggia, fa banda fino alle tre, le quattro di notte. Auto coi finestrini abbassati e lo stereo a tutto volume. Bevono, gridano. A volte ci scappa la scazzottata. Tirano le bottiglie, prendono a calci i sacchi della spazzatura, sporcando tutto. Io son cinque anni che d'estate dormo sul divano: camera mia pare una discoteca».
Erdal, curdo, titolare del "Roy Kebab", che si trova sull'angolo tra via della Misericordia e via Palestro, le dà ragione: «Sto dalla parte di chi si lamenta. L'inciviltà di queste bande danneggia anche noi commercianti. Chiediamo solo di poter lavorare in pace. Invece qui, dalle 23 in poi, si assiepano ragazzi che, puntualmente, esagerano».
A dare manforte alla signora arriva un'amica, sua vicina. «Mio marito a volte ha provato a scendere in strada per cercare di farli ragionare, questi tipi, ma niente, non c'è stato verso. Si rischia di compromettersi, di arrivare alle mani. Una sera hanno distrutto i vetri di una macchina con una mazza da baseball. Un'altra volta abbiamo trovato una chiazza di sangue davanti a un distributore di bevande che dà sulla strada: una scazzottata la sera prima, ci hanno spiegato. Vorremmo vedere più forze dell'ordine. Più vigili. Non si può lasciare a questa teppaglia campo libero. La mia amica dice bene: le facce di chi fa danni, di chi spaccia, ormai le conosciamo. Un paio di loro li trovi a mendicare in via dei Cappuccini, poi a vendere bustine alla Montagnola. Anch'io vorrei non pubblicaste le mie generalità, è pericoloso. Ma davanti ai carabinieri saremmo disponibili a riconoscerli, se ci fanno vedere delle foto. A quel punto il nostro dovere di cittadini lo faremmo fino in fondo».
Andrea Lanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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