Attenzione
La banda delle bici fa affari con l’Est
Pontedera: rubate alcune “due ruote” per un valore di 28mila euro
PONTEDERA. Quattro biciclette del valore complessivo di ventottomila euro sono state rubate nelle ultime settimane a Pontedera. Si tratta di furti messi a segno direttamente a casa dei proprietari in maniera mirata. L’ulteriore prova che anche la Valdera e la provincia di Pisa sono prese di mira da bande specializzate che poi rivendono le costose due ruote per intero oppure i singoli pezzi di ricambio all’estero o comunque non in questa zona.
Ladri tecnologici. Il furto di bici ormai è diventato una consuetudine nelle città italiane. Dalle più economiche e vecchie a quelle pregiate che costano migliaia di euro. Dalle “spaccate” nei negozi dedicati alla passione per il pedale ai “semplici” furti per strada. Ma c’è anche un’altra modalità con cui vengono individuate ed è figlia della tecnologia e dei social network che tanto influenzano la società attuale. «Esistono dispositivi che sono veri e propri Gps - racconta Ivan Fanelli dell’omonimo negozio di via Indipendenza a Pontedera - che tracciano il percorso fatto in bicicletta, lasciando tracce su computer dei ciclisti e che molti, poi, condividono su Facebook. Da qui è facile individuare il luogo di partenza e di arrivo. E siccome si tratta di apparecchiature che costano anche 300 euro, è chiaro che anche le bici su cui vengono montate valgono molto».
Attenti al Gps. Come le due mountain bike del tipo “downhill”, usate in montagna per le corse in discesa, del valore di seimila euro ciascuna. O come le due da strada che costano ognuna ottomila euro che sono state rubate ad altrettanti proprietari nelle loro case a Pontedera. Difficile dire se il sistema per questi ultimi furti, messi a segno a luglio, sia stato quello del monitoraggio dei social network. Fatto sta che tutte le preziose biciclette erano ben custodite. Colpi “a botta sicura” i cui autori sono difficili da individuare ai carabinieri che stanno indagando su questi episodi. «Servirebbe attivare una funzione che i Gps hanno - riprende Fanelli - e che ferma il rilevamento a due chilometri da casa. In modo da evitare tracce evidenti del luogo in cui vengono riposte. Però non tutti conoscono questa opportunità che renderebbe la pedalata più sicura, dando la possibilità ai ladri di rintracciarle».
Bici smembrate. E quello che accade successivamente è ancora più difficile da definire. «Escludo la vendita in zona - afferma Roberto Iacopini, rivenditore storico di biciclette a Pontedera - perché sarebbe difficile farle passare inosservate, negli ambienti degli appassionati locali, anche dopo averle modificate. Quello che sembra più probabile, e di cui si hanno notizie anche dalle cronache nazionali, è che vengano rivendute all’estero, magari anche smembrate per sfruttare il settore dei pezzi di ricambio. Ovviamente a prezzi ribassati».
Mercato nero dell’Est Europa. L’Est Europa sembra essere l’area geografica dove questi gioielli della tecnologia finiscono per essere venduti al mercato nero. «È difficile dirlo con esattezza - spiegano al negozio Cicli Zapier di Pontedera che pochi mesi ha subito il furto di una bici da diecimila euro - ma la sensazione è proprio quella».
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