La protesta
Bocche cucite alla Carismi dopo il summit in Bankitalia
SAN MINIATO. L’ordine di scuderia, data la delicatezza della situazione, è quello di tenere la bocca chiusa. Specialmente dopo l’incontro che i vertici di Carismi hanno avuto in Bankitalia dove hanno...
SAN MINIATO. L’ordine di scuderia, data la delicatezza della situazione, è quello di tenere la bocca chiusa. Specialmente dopo l’incontro che i vertici di Carismi hanno avuto in Bankitalia dove hanno presentato le offerte avute finora da parte di soggetti interessati a entrare nel capitale della banca e a prenderne poi il controllo.
Nessuna dichiarazione ufficiale, dunque, arriva dal colle, sebbene voci di corridoio affermino che il summit romano non è stato negativo, con l’organo di vigilanza che ha insistito sulla necessità di fare presto e procedere a una scelta.
Due le offerte in campo, a quanto si è appreso, una da parte della società milanese Europa Investimenti.
Il problema, comunque, non è soltanto la scelta del partner, ma è anche (forse soprattutto) il futuro assetto. Bankitalia vuole la garanzia che il cambiamento sia reale e che le nozze a cui Carismi è condannata siano in grado di portare la banca fuori dalle secche in cui si è arenata con un piano industriale credibile. La vicenda, com’è ovvio che sia, viene seguita con una comprensibile trepidazione dai dipendenti dell’istituto di credito, i quali temono ripercussioni sui livelli occupazionali di un istituto che ha sempre fatto dell’autonomia una bandiera, ma che ora è obbligato a voltare pagina.
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