Il dolore
Un maxi parco da 10 milioni per auto storiche
Coinvolti nel progetto alcuni imprenditori L’idea è stata sviluppata da un architetto
CAPANNOLI. Appassionati di auto d’epoca, ma anche di moto che hanno fatto la storia delle due ruote, fino agli amanti dei trattori vintage, tenetevi forte. Un gruppo d’imprenditori, guidati dall’architetto Paolo Ceccanti, di Perignano, sta per presentare un progetto per un parco di 13 ettari nel territorio di Capannoli centrato proprio sulle auto d’epoca. L’amministrazione comunale della sindaca Arianna Cecchini ha già approvato una variante allo strumento urbanistico del Comune nell’area al confine con Terricciola. Lo spazio in cui sorgeranno officine, aree per esposizioni, mostre mercato, uffici, foresteria, club house, giardini e parcheggi si trova infatti tra Capannoli e Selvatelle. «All’inizio di settembre faremo la riunione, probabilmente decisiva, per cominciare a pianificare gli interventi», dice Ceccanti. L’operazione, infatti, potrebbe essere realizzata per step, dando corpo al progetto in maniera progressiva. D’altra parte, l’investimento è piuttosto corposo visto che si tratta di una cifra compresa tra i dieci e i dodici milioni di euro. Ma si tratta di una struttura che in Italia non esiste e sarebbe una grande attrazione per chi ama questo genere di collezionismo.
Tantissimi appassionati. Per chi non mastica la materia, però, l’idea può sembrare strana. In realtà, basta citare alcuni numeri. L’Automotoclub storico italiano (Asi) riunisce ben 202.000 appassionati con circa 300 club, mentre la fiera che si svolge a ottobre a Padova dagli anni Ottanta, e che dura una settimana, ha mediamente 400 auto d’epoca in vendita ed è visitata ogni volta da decine di migliaia di persone con una punta massima, toccata nel 2014, di 80mila visitatori.
Lo zoccolo duro del piano. Il business potenziale, quindi, c’è. Molto dipenderà dalle scelte del gruppo d’imprenditori che compongono “lo zoccolo duro”. Si tratta di capitani d’azienda di altri settori, appassionati del genere, oppure di imprenditori edili - che si occuperebbero della costruzione dei vari capannoni - o di “semplici” investitori in cerca di affari per diversificare le loro attività. Lo stesso Ceccanti è un amante delle Range Rover d’antan: «Ho avuto l’idea due anni fa e, insieme all’architetto Alfredo Signorini e al geometra Silvano Bagagli, sono giunto al progetto. Ho fatto numerose riunioni con esperti di questo mercato, ricavandone un notevole interesse. Ora siamo nella fase in cui dobbiamo tirare le somme di un piano che sta riscuotendo anche i favori di tour operator, secondo i quali si potrebbero organizzare soggiorni per stranieri che prendono auto d’epoca a noleggio per visitare la Toscana».
Parco aperto a tutti. Non si tratta, però, di una operazione riservata all’élite di chi può permettersi di spendere cifre ingenti in un hobby del genere. «Vorremmo che fosse un parco aperto a tutti - riprende Ceccanti - in grado anche di divulgare la passione per le auto d’epoca».
Progetto complesso. Del resto, uno spazio importante sarà destinato a corsi di restauro delle auto. La Camera di Commercio di Pisa ha già manifestato interesse. Senza contare un’area polivalente e un parcheggio, in convenzione con il Comune di Capannoli, per organizzare eventi e creare un’area di sosta per le manifestazioni promosse dall’amministrazione comunale. E poi, spazi espositivi per le auto, le moto e i trattori, ma anche per iniziative legate al ruolo avuto dalle auto nel cinema e nella vita di tutti i giorni.
Settembre decisivo. All’inizio di settembre la riunione decisiva e il 17 dello stesso mese la presentazione del progetto all’Aviosuperficie di Capannoli durante una giornata con esposizione di auto e aerei d’epoca, oltre che di abiti storici in collaborazione con il museo di Villa Mazzucchelli di Brescia.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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