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Incendiata l’auto di un imprenditore

Incendiata l’auto di un imprenditore

Distrutta la Range Rover del titolare del bar Renata. Viste due persone fuggire: una sarebbe stata raggiunta dal fuoco

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SAN MINIATO. Era passata da poco la mezzanotte e mezzo. Domenico De Matteo, proprietario dello storico bar Renata nella centrale piazza Matteotti a Santa Croce, aveva parcheggiato l'auto come ogni sera in via Monteverdi, a pochi passi dalla propria abitazione. A svegliarlo dal sonno, pochi minuti dopo, sono state le urla concitate dei vicini, richiamati in strada dalle fiamme che stavano divorando la sua Range Rover. È quanto accaduto la scorsa notte a San Donato, nel comune di San Miniato, dove i cittadini sono stati svegliati da un boato: un'esplosione tremenda che ha fatto tremare i muri e le finestre delle case di via Monteverdi. Affacciati dai balconi, i cittadini hanno visto l'auto avvolta rapidamente dalle fiamme, mentre le esplosioni scagliavano dalla vettura pezzi e frammenti incandescenti sulla strada, nei giardini delle case adiacenti e contro le altre auto in sosta, distruggendo anche alcuni finestrini. Una scena a cui in tanti hanno assistito, avvertendo le forze dell'ordine e i vigili del fuoco arrivati sul posto per domare le fiamme.

Chiamato a gran voce dai vicini, De Matteo è corso in strada tentando inutilmente di aprire una delle portiere laterali per recuperare alcuni documenti all'interno. Il calore della carrozzeria, che era ormai incandescente, ha convinto l'uomo a lasciar perdere, mentre la Range Rover finiva per essere divorata completamente, lasciando in via Monteverdi uno scenario d'inferno.

Sulle cause del rogo, per il momento, gli inquirenti non escludono alcuna possibilità, anche se diversi elementi fanno pensare che le fiamme possano essere di origine dolosa. In particolare, è la testimonianza di alcuni vicini ad avvalorare l'ipotesi che qualcuno abbia voluto colpire proprio lo storico gestore del bar Renata: prima dell'esplosione, infatti, una ragazza ha raccontato di aver visto due persone scendere da un'auto, per poi darsi alla fuga subito dopo l'esplosione. Uno dei due, addirittura, sarebbe anche stato raggiunto dalle fiamme: la maglietta indossata dall'uomo avrebbe preso fuoco, costringendolo a togliersela e a gettarla in terra durante la fuga. I resti della maglia, trovata a pochi passi dall'automobile, sono stati acquisiti dai carabinieri. Secondo i vicini di casa, il possibile innesco potrebbe essere stata addirittura una molotov o una bomba carta, che avrebbe prodotto il tremendo boato che ha svegliato tutto il quartiere. Se l'ipotesi dolosa fosse confermata, resta ovviamente da indagare il movente.

Ieri mattina, De Matteo è stato convocato e ascoltato dai militari A Ponte a Egola. La notizia ha destato grande scalpore nella cittadina conciaria dove l'uomo è conosciuto un po' da tutti con il soprannome di "Mimmo". Presente al lavoro, come ogni mattina, dietro lo storico bancone di Renata, De Matteo ci ha detto per adesso di non voler commentare.

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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