Il Tirreno

Pontedera

Assediati dallo spaccio nei boschi in collina

Assediati dallo spaccio nei boschi in collina

Treggiaia: i trafficanti nascosti nella vegetazione aprono il bazar nel pomeriggio Smercio di droga sotto gli occhi dei podisti e delle famiglie che abitano in zona

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PONTEDERA. Chi va a passeggiare nel bosco lungo la via Vecchia di San Gervasio quando non trova i bivacchi, perché gli spacciatori di rifiuti ne lasciano abbastanza, può imbattersi nel più classico repertorio di strumenti da “lavoro” di chi vende le sostanze stupefacenti.

Ormai quest’area è in modo permanente vocata al commercio di droga, come raccontano alcuni residenti che più volte hanno segnalato il problema. Non è certo una situazione isolata, che riguarda la macchia vicino alla zona della pizzeria Le Tre Campane e tutto il collegamento che porta a Treggiaia.

A volte lo stesso fenomeno - spacciatori che si nascondono nel bosco per vendere soprattutto hashish e cocaina - sono stati segnalati anche sulle colline palaiesi. C’è un tratto di strada tra Villa Giulia e le Tre Campane che è ormai un punto di riferimento abbastanza sicuro per chi deve rifornirsi di droghe leggere come di cocaina ed altre sostanze illecite.

Per terra, vicino agli alberi, ci sono evidenti tracce di quello che è un problema da non sottovalutare. I residenti raccontano di fiorenti commerci che avvengono soprattutto di pomeriggio e sempre con lo stesso sistema.

L’acquirente arriva in auto, in bicicletta, in motorino o anche a piedi. Sa come fare uscire dal bosco lo spacciatore. Con un rapido scambio avviene la consegna. I fitti movimenti sono ormai noti a chi vive nella zona. E molto presto anche in questo angolo di verde di collina si formeranno mini discariche incontrollate.

Il bosco è infatti disseminato di rifiuti di ogni genere, accanto a coperte e sacchi a pelo lasciati dagli spacciatori quando abbandonano le loro postazioni.

Tra tanta sporcizia spuntano anche oggetti riconducibili con sicurezza allo spaccio. Un bilancino di precisione e le cartine per confezionare sul posto la droga.

Alcuni cittadini, dopo avere visto questi oggetti, li hanno segnalati alle forze di polizia.

In passato nei boschi sono stati effettuati alcuni controlli. Ma veri e propri servizi per allontanare i cosiddetti “ragazzi del bosco”, che allo spaccio in città preferiscono quello in luoghi che dovrebbero essere lontani da occhi indiscreti, non ne sono stati organizzati, almeno recentemente.

Il rischio, come è successo nel bosco di Montefalcone, è che questo commercio prenda piede in maniera sempre più consolidata. Di pari passo aumenteranno anche i rifiuti gettati tra la vegetazione con costi che alla fine ricadranno sui cittadini, quando arriverà il momento di fare pulizia.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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