Il dolore
Rossi aggredito, vertice del Pd con il legale
Il partito sta preparando la denuncia contro l’allevatore che ha lanciato letame al governatore
SAN MINIATO. Anche il Pd di San Miniato, dopo la querela presentata da Enrico Rossi, denuncerà alla magistratura i fatti avvenuti giovedì 28 luglio alla Festa dell’Unità a San Miniato Basso quando l’allevatore Giovanni Cialdini ha lanciato del letame contro il governatore della Toscana. L’incontro tra i dirigenti Pd e un avvocato è previsto nella giornata di oggi: saranno esaminati tutti gli aspetti della vicenda, compresi gli eventuali danni che la manifestazione del Pd ha subito, a partire da quello d’immagine.
La notizia ha fatto il giro d’Italia e Rossi ha ricevuto decine di attestazioni di solidarietà, a partire da quelle del capo dello Stato Mattarella e del premier Renzi.
Intanto i carabinieri di San Miniato stanno raccogliendo le testimonianze e ieri hanno ascoltato quella del giornalista Luca Daddi, caposervizio del “Tirreno”, il quale si accingeva a intervistare Rossi nel momento in cui Cialdini ha messo in atto il suo piano.
Nel frattempo tra i militanti del Pd si discute anche sui limiti che il servizio d’ordine della Festa ha manifestato. Dopo l’aggressione la moglie del presidente Rossi, Laura Benedetto, ha fatto notare ai giornalisti come non ci fosse nemmeno un vigile urbano.
Dallo staff di Rossi è poi giunta la conferma che il questore di Pisa non fosse al corrente della presenza del governatore a San Miniato. Non è chiaro se, come accade di solito nel caso di manifestazioni politiche, l’arrivo di Rossi fosse stato comunicato alle forze dell’ordine dagli organizzatori dell’evento. E comunque, se ciò è stato fatto, la comunicazione può essersi persa nei meandri della burocrazia.
L’allevatore Cialdini, 60 anni, di San Miniato, protestava contro Rossi per i limiti posti alla macellazione degli ovini dalla legislazione regionale
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