Il Tirreno

Pontedera

L’abbraccio con i profughi

L’abbraccio con i profughi

Cascina, il prete sottolinea l’assenza della sindaca. Poi corregge: nessuna polemica

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. I musulmani di Cascina e della Valdera hanno preso parte ieri mattina, nel corso di due cerimonie diverse, alla messa nella parrocchia di San Lorenzo alle Corti e in quella del Duomo di Pontedera dopo i tragici fatti avvenuti in Normandia. A Cascina alla messa hanno partecipato anche alcuni profughi della Tinaia, l’agriturismo al centro di mille polemiche da parte di chi è contrario agli attuali progetti di accoglienza per migranti richiedenti asilo.

«Siamo qui per dire no alla violenza e al terrorismo in tutto il mondo», ha detto l'imam della Valdera, Chafilk El Hariti, marocchino residente a Peccioli. Era presente anche il rappresentante della comunità senegalese Mamadou Diop, presidente della comunità senegalese di Pontedera che fa parte anche del consiglio degli stranieri. Il consigliere comunale Eugenio Leone e l'associazione della Tavola della pace (erano presenti anche i consiglieri comunali della lista civica Indipendente e dei 5 Stelle) hanno fatto da tramite con alcuni rappresentanti della comunità musulmana della Valdera e con il parroco del Duomo, don Piero Dini. È stato organizzato un momento della messa domenicale per ribadire la posizione della comunità islamica della Valdera di fronte al terrorismo. «Siamo per la pace nel mondo, contro ogni atto di violenza anche quelli che avvengono in Siria dove muoiono tanti bambini». Il parroco, prima della fine della messa, ha letto una preghiera comune per sostenere la pace.

Un'iniziativa simile, ma che ha suscitato maggiore interesse in quanto si è svolta in un comune amministrato dalla Lega Nord, è stata promossa a San Lorenzo alle Corti di Cascina. Don Elvis Ragusa, parroco di San Lorenzo alle Corti, ha organizzato l’iniziativa insieme all’imam di Pisa e in accordo con il vescovo. A Cascina nei giorni scorsi la sindaca leghista Susanna Ceccardi aveva chiesto una presa di distanza netta dagli attacchi dell'Isis. Il parroco alla fine della messa si è lasciato andare ad alcune considerazioni con l’Ansa. Ma poi nel pomeriggio, temendo che le sue parole si prestassero ad attacchi strumentali, ha aggiustato il tiro e ha scritto una lettera alla sindaca.

«Sono contento che abbiano partecipato all’iniziativa i profughi della Tinaia, non li aspettavamo, sono venuti di loro iniziativa - ha detto il parroco - La sindaca non c’era forse perché non era stata informata». Nel pomeriggio il parroco ha scritto una lettera a Ceccardi per dire che le sue parole non volevano essere di polemica con lei e che l’iniziativa era stata positiva e quindi doveva restare lontana da strumentalizzazioni. Al termine della celebrazione ha preso la parola l'imam di Pisa Mohammed Khalil e il suo intervento (come quello che c’è stato a Pontedera) è stato applaudito a lungo dai fedeli: «Le statistiche dicono che il 94% delle vittime di attentati sono musulmani, ma questo dato non mi interessa perché siamo tutti membri della stessa famiglia, quella umana». ALTRI SERVIZI

DA PAG. 2 A PAG. 5

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa