Sicurezza
Distrusse l’auto alla ex Deve restare in carcere
Il tribunale respinge la richiesta di arresti domiciliari presentata dal difensore La decisione per tutelare una imprenditrice nel timore di nuovi episodi
PONTEDERA. Resta in carcere l’uomo di 53 anni arrestato dai carabinieri nel novembre del 2015 con gravi accuse che vanno dagli atti persecutori ai danneggiamenti.
Il tribunale di Pisa, vista la pericolosità dell’imputato, ha respinto la richiesta del difensore dell’uomo che alla fine di giugno, quando è iniziato il processo, aveva chiesto l’attenuazione della misura cautelare.
L’uomo è finito in carcere con un provvedimento di custodia emesso dal Gip del tribunale di Pisa il 10 novembre 2015 dopo che si era reso responsabile - stando alle accuse della sua ex che hanno trovato riscontro nell’attività di indagine svolta dai carabinieri di Pontedera - di una serie di atti persecutori nei confronti della donna, una imprenditrice residente in Valdera.
Al termine della prima udienza del processo il difensore dell’imputato, considerato che il periodo di carcerazione dovrebbe avere esercitato un effetto dissuasivo, aveva chiesto ai giudici del secondo collegio penale, presieduto da Luca Salutini, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Dispositivo questo, tra l’altro, difficile da applicare in quanto si tratta di una dotazione che non è disponibile.
Al processo la donna, che è stata vittima di una serie di atti violenti e che ora è assistita dall’avvocato Ivo Gronchi di Pontedera, per due lunghe ore ha raccontato i mesi di inferno trascorsi sotto le minacce dell’uomo, sfociati poi nei danneggiamenti del novembre scorso in seguito ai quali il 53enne era stato arrestato dai carabinieri. L’uomo, dopo la fine della relazione con l’imprenditrice che, tra l’altro, quando era rimasto senza lavoro lo aveva aiuto anche economicamente, ha cercato prima di estorcerle del denaro. Le sue richieste erano sempre minacciose e seguite da violenti litigi verbali, terminati a volte con aggressioni fisiche. Infine, a novembre scorso, con una mazza di legno, l’imputato era arrivato davanti all’azienda della donna e aveva rotto i vetri della sua auto. Quello era stato l’episodio che aveva convinto l’imprenditrice a raccontare tutta la verità ai carabinieri e a chiedere aiuto.
L’imputato ha un precedente specifico in quanto era già stato raggiunto da un ammonimento del Questore di Pisa per una vicenda simile avuta con un’altra donna, alla fine di una relazione sentimentale. Considerati i danneggiamenti e le minacce che in più occasioni ha rivolto all’imprenditrice, nei suoi confronti era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
E ora il tribunale ha valutato che l’uomo debba restare in carcere proprio per tutelare la persona offesa.©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
