La protesta
Stazione senza barriere con quattro ascensori
Il Comune: cronoprogramma rispettato, impianti funzionanti entro pochi mesi Le opere di adeguamento sono anche merito della denuncia di un disabile
PONTEDERA. C'era da prendere un treno diretto verso l'abbattimento delle barriere architettoniche, e Pontedera non se l'è lasciato scappare. Una stazione - davvero - per tutti: l'amministrazione comunale e Rete Ferroviaria Italiana ci lavorano da mesi.
«Almeno per ora - spiega l'assessore Matteo Franconi - il cronoprogramma è rispettato: aprendo il cantiere, Ferrovie aveva dichiarato di volerlo chiudere entro giugno 2017. Dovremmo riuscire a stare nei tempi. Da qui a Natale contiamo di avere in funzione tutti e quattro gli ascensori che collegheranno le piattaforme ai sottopassaggi, e magari già agibile la prima delle due pedane rialzate previste, quella che unisce i binari 4 e 5 - l'altra, a cavallo dei binari 2 e 3, puntiamo ad averla pronta entro i due, tre mesi successivi». Le pedane sono indispensabili per far salire con facilità una sedia a rotelle su certi tipi di convogli. «Se anche la prima pedana non fosse pronta, i passeggeri diversamente abili potranno comunque, a partire dalla fine del 2016, utilizzare i vagoni che già dispongono di accessi facilitati per le carrozzine».
Un progetto da 800mila euro. È la cifra che Ferrovie ha deciso di investire sulla stazione di Pontedera. A cui si aggiungono i 180mila messi a disposizione dal Comune e necessari per la realizzazione del quarto ascensore, quello raggiungibile da viale Rinaldo Piaggio. Agli altri tre, come anche alle due pedane soprelevate, pensa Rfi.
«Sarà un luogo finalmente aperto a tutti - dice Franconi - L'associazione fondata dal giovane disabile Iacopo Melio, "Vorreiprendereiltreno", ha portato avanti un lavoro di sensibilizzazione lodevole. E determinante».
Anche grazie ai post, ai comunicati, ai video di Iacopo Melio (www.vorreiprendereiltreno.it), di Cerreto Guidi, l'Italia ha capito quanto, per un disabile, può essere difficile utilizzare un mezzo pubblico. È ironico e intraprendente, Iacopo. E «orgoglioso e rompiscatole quanto basta - scrive di sé - e con quattro ruote per spostarsi perché nato comodo». All'onorevole Maria Chiara Carrozza, che su Twitter si fece vanto di «prendere il treno come tutti», rispose che anche a lui, a tanti come lui, sarebbe piaciuto potervi salire su, e molto, ma c'erano troppi scalini e marciapiedi e rampe e strettoie a mettersi in mezzo e di traverso.
L'impegno della onlus fondata da Iacopo ha pagato: è anche merito suo se Trenitalia s'è attivata per adeguare l'accessibilità ai convogli in ben 264 stazioni del Paese. Tra queste, Pontedera. «A metà 2015 - dice il sindaco Simone Millozzi - il Comune e Ferrovie hanno preso l'impegno di eliminare tutte le barriere architettoniche dalla stazione. Cercheremo di farcela nei tempi previsti, dando a tutti la possibilità di fruire di una mobilità libera da ostacoli. Un risultato che fa onore a tutta la città».
Andrea Lanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
