Il dolore
Rems, arriva in Regione il problema della sicurezza
I Cinque Stelle presentano una mozione sui problemi della struttura di Volterra Allarme dei sindacati per i ripetuti casi di violenza contro il personale
VOLTERRA. La sicurezza del personale impiegato alla Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), dopo i casi di violenza ai danni del personale avvenuti nella struttura di Volterra, rimane sotto i riflettori del Nursind, il sindacato autonomo degli infermieri.
Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale dell’organizzazione sindacale, intervenendo sulla paventata chiusura del carcere di Empoli e sulla sua riconversione in Rems, ovvero in una struttura che ha preso il posto degli ospedali psichiatrici giudiziari, si è subito attivato per chiedere una diversa organizzazione del personale.
A Volterra, infatti, anche se l’Asl ha poi ravvisato anomalie nelle procedure seguite dal personale, che non avrebbe osservato alla lettera quanto previsto dal protocollo, nelle scorse settimane ci sono stati gravi episodi di violenza messi in atto dai pazienti nei confronti del personale infermieristico.
«Non vogliamo un altro caso Volterra anche a Empoli».
È questo il senso dell’intervento di Giannoni, a conferma di una situazione a rischio a Volterra. «I problemi per la Rems devono ancora essere affrontati. A Volterra lavorano infermieri con contratti interinali, aspetto che aggrava la situazione e che non vorremmo che si ripetesse sul territorio empolese. Il Nursind chiede da tempo l’inserimento strutturato degli infermieri, parte integrante di un percorso mirato alla sicurezza di pazienti e lavoratori».
Prendendo spunto dalle segnalazioni del Nursind, il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione d’ordine al consiglio regionale per il caso Volterra.
Nonostante vari incontri avvenuti tra le parti, l'Azienda sanitaria locale non ha mostrato alcuna intenzione «di investigare in maniera approfondita circa quanto avvenuto, né di attuare misure idonee ad impedire il ripetersi di simili episodi».
La mozione «impegna il presidente e la giunta regionale a garantire, all'interno della struttura, condizioni di sicurezza per il personale infermieristico, anche alla luce della scarsa esperienza di quest'ultimo, provvedendo, ove possibile, ad affiancarlo con personale adeguatamente formato e garantendo la presenza di guardie; a garantire l'apertura di una indagine interna volta ad appurare in maniera approfondita lo svolgersi degli eventi di violenza che ci sono stati».
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