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Si fotografano in pose osé e finiscono sotto ricatto

Si fotografano in pose osé e finiscono sotto ricatto

Ragazze minorenni nella “rete” di sconosciuti che le contattano via chat. Alla polizia postale la denuncia di casi avvenuti in provincia di Pisa

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PONTEDERA. Si sono iscritte ad un gruppo Facebook dedicato alle “Ragazze perfette”. E dopo poco tempo hanno cominciato a ricevere messaggi da parte di persone che risultano iscritte al gruppo con nomi che potrebbero anche essere di fantasia - ma a questo le ragazzine hanno pensato solo dopo. I contatti sono iniziati come può capitare sulle chat. Una conversazione leggera finita poi con richieste più specifiche. Richieste mirate ad ottenere fotografie in varie posizioni delle ragazze, alle quali è stato anche chiesto di spogliarsi.

Le minorenni - la polizia postale di Pisa si sta occupando di alcuni casi avvenuti in provincia di Pisa - hanno inviato le foto fino a quando le richieste di immagini sono diventate più pressanti e con velate minacce. A quel punto le giovani si sono spaventate e hanno raccontato in famiglia delle richieste e di come non riuscivano a sottrarsi ai messaggi ricevuti su Facebook. I genitori, spevantati dalla situazione, hanno presentato denunce alla polizia postale e sono state aperte indagini per il reato di adescamento online in danno di minori. È questo un fenomeno sempre più ricorrente che consiste nel tentativo, da parte di una persona malintenzionata o di un pedofilo, di avvicinare un bambino o un adolescente per scopi sessuali, conquistandone la fiducia attraverso l’utilizzo della rete internet, in particolare tramite chat, blog, forum e social network. Dietro un apparente innocuo gruppo di Facebook c’è evidentemente qualcuno che cerca di approfittarsi delle ragazze. Se si tratti di altri minorenni o di adulti ancora non è chiaro.

Il reato di adescamento di minorenni, introdotto nel codice penale, spiega uno degli avvocati che segue queste vicende, riguarda ogni comportamento che è mirato a carpire la fiducia di un minore di età inferiore a sedici anni per scopi sessuali, attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante Internet o altre reti o mezzi di comunicazione. Il reato c’è anche se l’incontro con il minore non avviene (come per le denunce che si riferiscono alla nostra provincia). Non è necessario, infatti, che l’adescamento vada a buon fine, ma è sufficiente il tentativo, da parte di un adulto, di conquistare la fiducia di un bambino o di un adolescente per fini sessuali. La polizia postale sta verificando tutti questi aspetti per capire chi c’è dietro la pressante richiesta di fotografie e anche per capire il loro utilizzo.

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