Il Tirreno

Pontedera

Rapinatore alle Poste spara un colpo in aria

di Sabrina Chiellini
Rapinatore alle Poste spara un colpo in aria

L’arma era una scacciacani. È il secondo raid in un mese

3 MINUTI DI LETTURA





VICOPISANO. Per 280 euro e pochi centesimi - a tanto ammonta il bottino dell’ultimo assalto al piccolo ufficio postale di Cucigliana - un rapinatore solitario, armato di una scacciacani, non ha esitato a sparare in aria con l’intenzione di spaventare un’impiegata e alcuni clienti. E così salgono a due le rapine messe a segno in poco tempo ai danni di un ufficio che in genere ha sempre goduto di una certa attenzione da parte dei banditi, forse per il fatto che non è dotato di telecamere.

In ogni caso, ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, il rapinatore solitario, travisato con casco e bandana, e con le mani coperte da guanti per non lasciare impronte, ha fatto il suo ingresso alle Poste di piazza Monsignor Patrizio Doveri. Quando ha visto più clienti davanti al bancone non ha esitato a far esplodere un colpo dall’arma giocattolo – della serie tanto rumore... - “spiegando” in quel modo le ragioni del suo ingresso nell’ufficio.

I clienti, che non potevano sapere che l’arma li avrebbe solo spaventati, sono rimasti senza parole. Sono stati invitati ad andare in una stanza sul retro dell’ufficio. Poi il rapinatore ha preso i soldi ed è sparito, sembra con una moto. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri di San Giovanni alla Vena che quelli della Radiomobile di Pontedera. È scattato anche il dispositivo anti rapina previsto a livello provinciale. Ma il malvivente ha avuto il tempo di allontanarsi. Certo, che quando avrà avuto il tempo di contare i soldi non sarà rimasto tanto soddisfatto.

Proprio come è successo nelle settimane passate ad un altro rapinatore - dovrebbe trattarsi di due persone diverse – il quale aveva preso di mira lo stesso sportello postale ed era fuggito con una cifra modesta. Il malvivente, armato di pistola, aveva fatto irruzione nel piccolo ufficio postale di Cucigliana intorno a mezzogiorno. Era travisato con una bandana, ma aveva anche il casco con sé e poi si era allontanato con uno scooter. L’uomo si era dovuto accontentare di circa 70 euro che erano nella cassa. Oltre a 120 euro che aveva portato via ad un cliente.

Dalla descrizione fornita dai testimoni non risulta che quella di ieri sia la stessa persona che ha colpito all’inizio di luglio.

Sulla rapina sono in corso le indagini dei carabinieri che sono rimasti a lungo nell'ufficio postale, poi chiuso al pubblico, come sempre accade in queste circostanze. Si cerca di capire se qualcuno dei cittadini ha visto qualcosa che possa essere utile alle indagini. Il sopralluogo effettuato dai militari non ha dato alcun esito in quanto l’uomo aveva i guanti. Non è stato inoltre trovato alcun bossolo, a conferma del fatto che la pistola era innocua: doveva servire solo a spaventare la cassiera e i clienti.

Dopo la rapina l’ufficio ha chiuso e l’impiegata è stata raggiunta da altre colleghe che si sono preoccupate di capire cosa era successo e se non ci fosse bisogno dell’intervento della direzione. La somma in cassa, stando a quanto è stato spiegato, era esigua, come richiesto dal regolamento interno dell’azienda.

Come era successo la volta precedente, i carabinieri cercano eventuali testimoni o immagini di telecamere private che si trovano nella zona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa