Finanza
L’UDIENZA
Un bivio, il secondo nel giro di un anno e mezzo, da affrontare con il fardello di un’accusa che vale l’ergastolo: omicidio volontario e distruzione di cadavere. Lui è Antonio Logli è l’imputato. Lei,...
Un bivio, il secondo nel giro di un anno e mezzo, da affrontare con il fardello di un’accusa che vale l’ergastolo: omicidio volontario e distruzione di cadavere.
Lui è Antonio Logli è l’imputato. Lei, per la Procura vittima di un delitto per mano del marito, è la moglie Roberta Ragusa (nella foto), scomparsa a 44 anni nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. È un bivio, quello del 18 novembre davanti al gup Elsa Iadaresta, di fronte al quale Logli ritorna dopo quello vissuto nel marzo 2015 quando l’esito dell’udienza fu una sentenza di proscioglimento perché il fatto non sussiste. Il ricorso che è stato vinto in Cassazione dalla Procura (procuratore capo Crini, pubblico ministero Mantovani)ha ottenuto l’effetto di riproporre all’esame di un nuovo giudice la richiesta di rinvio a giudizio.
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