Faida tra famiglie, scattano altri arresti
In carcere due romeni accusati dai carabinieri di essere gli esecutori materiali di una tentata estorsione
CALCINAIA. Individuati i presunti esecutori materiali delle minacce e delle aggressioni avvenute contro fratello e sorella che hanno un’azienda a Bientina. Reati che circa un mese fa hanno portato in carcere due agenti di commercio, l’anziano padre e il figlio residenti a Ponsacco.
Sono due romeni di 32 e 24 anni, uno dei quali residente a Calcinaia. I due sono stati arrestati ieri dai carabinieri nel Norm di Pontedera, con l'accusa di essere gli esecutori materiali di una tentata estorsione ai danni dei due fratelli.
Entrambi, destinatari di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, erano stati ingaggiati, stando alle accuse, da due imprenditori di Ponsacco, padre e figlio, per ottenere dalla vittima (che poi è il fratello di una donna con la quale il più giovane dei due agenti di commercio aveva avuto una relazione) la restituzione di un presunto prestito di 100mila euro. I due ponsacchini sono stati arrestati a giugno. L’arresto scattò quando uno dei due, stando alle intercettazioni disposte dalla Procura della Repubblica, aveva contattato uno dei due stranieri per chiedergli di mettere in atto un altro atto intimidatorio. Voleva che sparasse un colpo di pistola nella direzione dell’abitazione dell’imprenditore.
Gli inquirenti con la loro attività investigativa tecnica hanno raccolto indizi sufficienti per accusare i due romeni come gli autori materiali delle minacce e delle imboscate ai danni dell'imprenditore che in una circostanza fu anche picchiato dai due stranieri.
La vicenda riguarda una controversia privata – in queste settimane sono emersi anche nuovi elementi per dare un’ulteriore possibilità di lettura della vicenda - tra i due fratelli di Bientina, una donna di 51 anni e un uomo di 46, e padre e figlio di Ponsacco, il primo di 74 anni e il secondo di 49, accusati dagli inquirenti di essere i mandanti di una serie di azioni delittuose nei confronti dei bientinesi.
Una brutta storia che è iniziata nell'autunno del 2015 quando i due fratelli di Bientina ottengono la possibilità di proseguire un'azione di pignoramento immobiliare sulla casa del più giovane degli agenti di commercio ponsacchini che, appunto, aveva maturato un debito commerciale nei confronti dell'azienda. Da allora la famiglia di Bientina ha iniziato a ricevere un'escalation di minacce, sempre più gravi, persecutorie, sino all'aggressione del gennaio 2016 e a quella gravissima della fine di aprile, in cui il fratello ha riportato serie lesioni (prognosi 40 giorni). La parte offesa ha sempre smentito la ricostruzione della faida che è stata data dagli arrestati, nata, peraltro, immediatamente dopo la negoziazione degli assegni che hanno portato al pignoramento immobiliare. (s.c.)
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