Imbottita di farmaci per farla abortire Salvata in ospedale
La storia di una giovane arrivata con un barcone e costretta a prostituirsi. Le indagini delle forze dell’ordine
PONTEDERA. Volevano farla abortire in maniera clandestina, con farmaci e alcol. Quando una giovane nigeriana, arrivata con un barcone a Lampedusa dalla Libia e poi accompagnata a Pontedera per prostituirsi, è finita all’ospedale in seguito ad un malore, nella sua vita è paradossalmente entrata la speranza. L’avevano lasciata da sola alla stazione ferroviaria quando ormai era quasi senza sensi e avevano chiamato il 118. All’ospedale la donna non solo ha trovato la forza di raccontare il suo dramma, ma ha anche chiesto aiuto ed è stata ammessa ad un programma di protezione, seguita dai servizi sociali. Una vittima della tratta che riesce ad emergere, una donna fatta partire dal Paese d’origine per essere avviata sulla strada a vendersi come “schiava” nel mondo violento della prostituzione. Una storia, successa a Pontedera.
La denuncia. Un giorno la giovane, in seguito ad una minaccia di aborto, è stata ricoverata all’ospedale Lotti di Pontedera. Qui è stata raggiunta da alcuni uomini, anche loro nigeriani, che con modi di fare piuttosto decisi, volevano portarla a casa. Comportamenti e sguardi, a cominciare da quello impaurito della giovane, che hanno messo in allarme medici e infermieri dell’ospedale. Fino a quando la donna è crollata e ha raccontato tutto, chiedendo aiuto. Una storia emblematica di quello che sta succedendo a Pontedera, così come in altre parti della provincia.
Il rischio tratta. «Abbiamo notato – spiega Marco Cecchi, assessore al sociale del Comune di Pontedera - che attraverso l’arrivo di profughi richiedenti asilo c’è il rischio che si crei un canale nuovo per la tratta delle giovani che poi vengono avviate alla prostituzione. Per ora i casi scoperti sono limitati, ma c’è questo rischio. La ragazza ricoverata a Pontedera era arrivata poco settimane prima in Italia, a Lampedusa, sbarcata con altri profughi. Questo fatto è stato segnalato alle forze dell’ordine, è anche cominciata un’attività di monitoraggio per cercare di fare emergere altre situazioni simili, nella consapevolezza però che non è facile sottrarre le vittime ai meccanismi della tratta». Che poi sono di fatto identici, anche se cambiano i contesti, a quelli della deportazione e della schiavitù dei secoli scorsi. La storia di questa ragazza salvata dalla tratta sposta l’attenzione sui rischi che gruppi organizzati sfruttino l’arrivo dei migranti per organizzare lo sfruttamento delle donne. In questi giorni un’altra vittima della tratta ha chiesto aiuto a Pisa. Per una che riesce a fuggire chissà quante ancora restano stritolate nel sistema organizzato da gruppi cirminali.
Prostituzione in zona stazione. Il fenomeno della prostituzione non è nuovo nella zona della stazione ferroviaria di Pontedera. Riguarda soprattutto minorenni romene e giovani nigeriane, queste ultime diventate più numerose nelle ultime settimane, forse perché si sono “trasferite” da altre zone, in particolare da Pisa. Più volte, come succede in questi giorni, i residenti di via Dante e viale della Repubblica hanno segnalato la presenza di donne che vendono sesso davanti alle loro case. Se le rom si vendono, e i loro principali clienti sono i pensionati, durante il giorno, le nigeriane arrivano sulla strada soprattutto la notte. La loro presenza, che è stata segnalata anche alla consulta del quartiere della stazione, è ora oggetto di un servizio di osservazione anche da parte degli operatori di una cooperativa che studia il problema. «Finalmente siamo pronti pure con i volantini che saranno distribuiti nel quartiere – conclude Cecchi – per scoraggiare i clienti che frequentano le prostitute minorenni. È stato un lavoro complesso che abbiamo affrontato anche con le forze dell’ordine».
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