La protesta
Cascina, il Comune non ha i soldi nemmeno per costruire un’aula
La sindaca Ceccardi e l’assessore Rollo rivelano le prime note dolenti del bilancio ereditato dal Pd Una su tutte: «La scuola Ciari ha bisogno di uno spazio in più, ma non possiamo permettercelo»
CASCINA. Prima del consiglio comunale di ieri pomeriggio, durante il quale la nuova amministrazione comunale ha portato in approvazione la prima manovra di assestamento di bilancio, che prevede un taglio di trecentomila euro sugli investimenti, la sindaca leghista Susanna Ceccardi e l’assessore al bilancio, Dario Rollo, hanno tratteggiato un quadro a tinte fosche dei conti che l’ex sindaco, Alessio Antonelli (Pd) e i suoi collaboratori hanno lasciato in eredità ai cittadini.
«Inutile nasconderlo – hanno esordito – la situazione è davvero preoccupante». Il taglio è dovuto al fatto - come aveva anticipato il vicesindaco Michele Parrini - che la previsione rispetto agli incassi degli oneri di urbanizzazione è risultata gonfiata (e non è l’unica voce del bilancio da rivedere).
I conti sono in rosso, l’ente non ha liquidità. Viaggia solo grazie alle anticipazioni di cassa che comportano un aggravio di costi, a causa degli interessi applicati dalle banche. Una situazione allarmante. Difficile che i precedenti amministratori non ne fossero a conoscenza.
«Per dirne una – hanno aggiunto Ceccardi e Rollo – la scuola elementare Ciari deve essere ampliata. Ha bisogno di un’aula in più e noi ad oggi non abbiamo 40mila euro, che sono i soldi necessari, da investire per realizzare l’aula. Faremo il possibile per fare partire i lavori, i bambini andranno in maniera provvisoria in un laboratorio, ma poi i lavori dovranno essere realizzati».
Va da sé che anche Antonelli, se fosse stato confermato, si sarebbe trovato a gestire un problema che rischia di paralizzare gli investimenti del Comune e di ricadere sulle spalle dei nuovi amministratori se non denunceranno e faranno tutti i passi necessari.
Il Mef, nella relazione firmata a febbraio e trasmessa a Cascina dopo il ballottaggio, ha certificato lo sforamento del patto di stabilità nel 2010. Fatto questo misteriosamente non scoperto prima, sfuggito anche alla Corte dei conti che aveva notato anomalie solo nel 2013 e chiesto a Cascina di pagare 500mila euro.Gli uffici lavorano per presentare le contro deduzioni e cercare di resistere per evitare le conseguenze. Se il verdetto del Mef venisse confermato, Cascina subirà una serie di conseguenze dal punto di vista finanziario, compresa la decurtazione del 30% delle indennità percepite dagli amministratori.
I nuovi amministratori hanno sciorinato una serie di numeri, puntando poi l’attenzione sul vecchio mutuo contratto dai Comuni per salvare Cerbaie e che costa a Cascina 350mila euro all’anno.
Il Comune non solo è a corto di liquidità ma è anche fortemente indebitato. Ci sono fatture da pagare per circa 6milioni di euro. L’ordine di scuderia dato a tutti gli assessori è quello di tagliare.
«Non ce ne vogliano le associazioni – ha aggiunto Ceccardi – che chiedono soldi promessi loro sulla parola. Non avranno soldi».
Dito puntato contro il progetto della mobilità elettrica. La Regione non ha concesso gli ultimi 300mila euro di contributo in quanto Cascina non ha fornito una rendicontazione adeguata. E che dire di Ecofor service che ancora non ha pagato a Cascina 600mila euro per la bonifica della discarica del Tiro a Segno che è stata ampliata con il conferimento di rifiuti contenenti amianto? E poi non tornano i conti per la chiusura della discarica di Croce al Marmo a Ospedaletto. «Ci vorrebbe un libro per raccontare tutto e forse non basterebbe», hanno concluso sindaca e assessore.(s.c.)
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