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Pontedera

Nuova protesta delle famiglie sfrattate

Nuova protesta delle famiglie sfrattate

«Ora rispettate le promesse». Il vicesindaco Michele Parrini: «Le abbiamo fatte e le manterremo»

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CASCINA. Il gruppo di "morosi e sfrattati" cascinesi è tornato sotto il Comune per contestare la politica abitativa della nuova amministrazione.

Ieri mattina, un ristretto numero di manifestanti ha presidiato l'accesso al palazzo comunale. La protesta, pacifica, non ha richiesto l'intervento della forza pubblica. A differenza di mercoledì sera, quando gli animi accesi e qualche nervosismo di troppo avevano mandato in frantumi parte della vetrata d'ingresso dell'edificio, tutto è filato liscio e senza scontri. "Emergenza abitativa deve essere sia prima delle elezioni che dopo" recitava uno dei cartelli esposti dai manifestanti, "Sindaco Ceccardi uguale Antonelli. Tante promesse uguale bugie" riportava un altro. Anche sugli altri due cartoncini il messaggio inviato all'amministrazione era chiaro: "Vogliamo gli aiuti promessi prima delle elezioni" e infine, "Promesse fatte dal sindaco leghista per avere i voti".

«Prima delle elezioni - dice Francesco Esposito, già fondatore del gruppo "Cittadini di Cascina, sfrattati e morosi e senza casa" - Susanna Ceccardi ci ha fatto delle promesse per prendere i voti. Mercoledì, invece, il sindaco ci ha confermato che soldi per aiutarci non ce ne sono. Sia noi che l'altra famiglia presente oggi siamo sotto sfratto esecutivo e non possiamo finire in mezzo a una strada».

La situazione delle due famiglie in protesta è molto difficile: «Abbiamo dei figli a carico - continua Esposito - e chiediamo solo quello che ci è stato promesso: un alloggio popolare dove vivere». La manifestazione è terminata con l'affissione dei cartelli al muro del Comune e con il passare delle ore, il gruppo di "sfrattati e morosi" è stato ascoltato da diversi esponenti dell'amministrazione (tra i più attivi il capo di gabinetto Lorenzo Gasperini).

«Condividiamo e siamo vicini - spiega Susanna Ceccardi - alle sorti di questi cittadini italiani che protestano per il diritto alla casa. Ci siamo insediati da poco e dobbiamo lottare contro decisioni che arrivano dall'alto, che nelle graduatorie privilegiano gli stranieri. Stiamo mettendo mano a tutti i regolamenti comunali affinché le cose cambino, ma servirà almeno un anno di tempo per farli entrare in vigore».

Al centro della protesta dei "morosi e sfrattati" restano le promesse elettorali dell'amministrazione. «Il problema abitativo - conclude Michele Parrini, vicesindaco di Cascina - è strutturale, le case a disposizione non bastano» e a proposito delle promesse «le abbiamo fatte - prosegue - e sicuramente non resteranno inevase».

Intanto il Pd condanna gli episodi di mercoledì sera, ma invita la Lega «a smettere di seminare vento».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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