Il Tirreno

Pontedera

Troppi furti e danni e il laboratorio chiude

di Sabrina Chiellini
Il negozio di via Fiorentina chiuso per i furti (foto di archivio)
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Il negozio di via Fiorentina chiuso per i furti (foto di archivio)

Un cartello alla porta, rotta dai ladri, informa i clienti del centro Sael di via Fiorentina a Pontedera: "Ci siamo trasferiti nella sede che abbiamo a Pisa"

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PONTEDERA. Il cartello affisso alla porta del laboratorio in via Fiorentina a Pontedera è piuttosto chiaro. "Causa ennesimo furto e locale inagibile, la Sael si è trasferita presso la sede centrale di via Shelly al numero 32 a Pisa”. Il laboratorio di riparazione che prima era in via Fiorentina ha chiuso i battenti e ha deciso di informare la clientela.

Si tratta infatti di un centro assistenza autorizzato delle pricipali marche di apparecchi elettronici, tra cui Sony, Panasonic, Nokia Microsoft mobile, Sony-Ericsson, Samsung, Garmin, Htc, Blachbarry. Ha uffici anche a Lucca con tre filiali, Pisa e Livorno. La sede di Pontedera, che si trovava nel quartiere Oltrera, nel mese di giugno è stata visitata per due volte, a distanza ravvicinata, dai ladri. Così che il proprietario, anche se non in maniera polemica, ha deciso di chiedere i battenti e di chiedere ai clienti di fare riferimento alla sede di Pisa. "Abbiamo subito due furti – spiega una delle dipendenti dell’azienda – e così il titolare ha preso questa decisione".

Ogni volta infatti l’azienda rischia di trovarsi nella spiacevole condizione di dover spiegare ai clienti che i loro oggetti non saranno riparati in quanto sono stati portati via dai ladri. Ovviamente, in una piccola realtà come Pontedera, quel cartello affisso alla porta del laboratorio non è passato inosservato e non sono mancate le polemiche da parte di chi lavora nella strada. La Sael, come è successo a tante altre attività commerciali che si trovano nel quartiere Oltrera, si è trovata a fare i conti con i ladri che da alcuni mesi vanno in cerca anche solo degli spiccioli nei negozi del centro.

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Entrano durante la notte, spesso tra le 22 e le 23, dopo avere rotto una finestra e quando va bene prendono gli spiccioli rimasti per fare i resti nelle casse. E’ successo che nella fretta di fuggire si siano trovati anche nella condizione di fare sparire l’intero registratore di cassa aumentato così i disagi dei commercianti che si trovano alle prese con le “visite” notturne. Se poi nei negozi visitati ci sono anche oggetti di valore da portare via i ladri non si tirano certo indietro e rubano anche la merce.

Per non parlare dei danni agli infissi, come è successo alla Sael. I malviventi per entrare nelle attività che decidono di prendere di mira non stanno certo a guardare se devono rompere una porta o una finestra. Di conseguenza i commercianti oltre a rimettere i soldi della refurtiva si trovano anche a fare i conti con le somme da pagare per ripristinare gli infissi che sono stati danneggiati durante i vari raid. In tempi di crisi come questi può anche capitare che le spese per rimediare i danni causati dai ladri diventino difficili da sostenere. E così uno rinuncia a una sede, come nel caso del laboratorio di assistenza, se non è particolarmente strategica. 

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