Il Tirreno

Pontedera

Donazioni di sangue nel caos per una legge

In tre anni persi 200 volontari per le stringenti norme in fatto di sicurezza sanitaria I Fratres: «Se non ci saranno cambiamenti, siamo pronti alla protesta eclatante»

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PONTEDERA. Dal 2013 al 2015 Pontedera ha perso oltre 200 donatori di sangue: da 2.035 a 1.800. E le prospettive sono anche peggio. Sempre meno persone, infatti, si siedono sulla poltrona del centro trasfusionale per un atto capace di salvare vite umane. I cittadini sono improvvisamente diventati insensibili al tema della donazione? Non esattamente, perché ad allontanare le persone dai prelievi volonatari ha contribuito anche una legge del gennaio 2014 che mette sullo stesso piano chi non hai mai donato sangue e chi non lo ha fatto negli ultimi due anni, nonostante fosse già donatore.

«È una norma formulata dal Centro regionale sangue per garantire maggiore sicurezza. Chi non dona da due anni deve rifare il colloquio e la visita col medico trasfusionista e poi donare entro un mese. In due anni è possibile che la sua situazione di salute sia cambiata in qualche modo ed è necessario verificare che si tratti ancora di un buon donatore», spiegano dal centro trasfusionale. Regole più rigide, ma anche maggiori problemi logistici per chi ha intenzione di dare il proprio sangue, come racconta Antonio De Marsico, 35 anni, donatore di Santo Pietro Belvedere: «Negli ultimi due anni non ho fatto donazioni e, non essendo a conoscenza della nuova normativa, sono andato al centro trasfusionale dell'ospedale Lotti convinto di poter donare tranquillamente il sangue. Invece ho dovuto ricominciare da capo, con la visita e prenotando la data per la donazione. E così i permessi che devo prendermi dal lavoro diventano due».

La questione lavorativa è alla base della calo di donazioni. «Cinquanta persone hanno effettuato il colloquio e la visita, ma ancora non si sono recate a donare il sangue», racconta Luigi Conti, presidente dei donatori Fratres di Pontedera, che prosegue: «Il centro trasfusionale di Pontedera ha carenza di personale, le donazioni di domenica sono state annullate e per donare è necessario prenotarsi. Cambiamenti che rendono il tutto più difficile. E pensare che ci sono centri in Toscana che invece sono in esubero».

Si rischia il caos donazioni in Valdera. E senza cambiamenti i donatori sono pronti a un gesto eclatante. «Serve un'organizzazione diversa, altrimenti ci organizzeremo in una protesta simbolica per farci sentire. Siamo pronti a non mandare neppure un donatore al centro trasfusionale per una settimana. Non vorremmo arrivare a un gesto tanto clamoroso - conclude Conti - ma se servirà a cambiare le cose, lo faremo».

Tommaso Silvi

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