Il Tirreno

Pontedera

Vandali e grafomani costano alla comunità 35mila euro l’anno

L’ultimo episodio: la panchina dell’artista Ugo Nespolo rotta in via Dante. Le telecamere? Utili ma non sempre

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PONTEDERA. A Tiffany, Gregory, Camilla. O alla ragazza di Maicol, che prima ha imbrattato una panchina di via Dante, firmata Ugo Nespolo, "celebrando" il fidanzamento, e poi lo ha fatto di nuovo, cancellando il proprio nome accanto a quello del ragazzino che, evidentemente, ha scelto di interrompere la relazione. A tutti loro, e a molti altri, purtroppo, sarebbe curioso rivolgere una domanda. Semplice, un po' retorica, ma a cui, c'è da aspettarselo, nessuno di loro sarebbe in grado di dare una risposta intelligente. «Ma che senso ha imbrattare le panchine e i monumenti della città?».

Nell’era degli smartphone, delle App e dei Pokémon che spuntano sulla porta d'ingresso del panettiere sotto casa, com’è possibile che qualcuno non si renda ancora conto di quant’è incivile e assurdo macchiare di inchiostro gli spazi pubblici? Eppure sono in tanti a viaggiare armati di maleducazione. Piazza Belfiore, piazza Garibaldi e via Dante ne sanno qualcosa. Si tratta di tre angoli della città arricchiti da opere artistiche e, puntualmente, teatro di atti vandalici. L’altro in via Dante è stata addirittura rotta una delle panchine dello scultore Ugo Nespolo. «Andrà sostituito tutto il piano di seduta - commenta l’assessore Matteo Franconi - e occorreranno circa duemila euro». Perché quello che appare come un piccolo vandalismo, sommato ad altri manifesti dell'inciviltà, costa al Comune decine di migliaia di euro all’anno. In questi giorni l'amministrazione ha provveduto a far pulire le opere cittadine dalle scritte. Franconi fa chiarezza sui costi: «Ogni anno spendiamo dai 30 ai 35mila euro per riparare ai danni dei vandali negli spazi pubblici. È come se un nostro uomo fosse impegnato tutti i giorni a riparare ai danni causati da chi non vuole bene a Pontedera». Tradotto in opere pubbliche? «Con ciò che spendiamo in seguito agli atti vandalici - spiega ancora Franconi- potremmo mettere a nuovo un parco pubblico ogni tre anni».

In alcune occasioni però, i "fenomeni" della cafonaggine vengono identificati e puniti, come racconta il comandante della polizia municipale Michele Stefanelli: «Le 24 telecamere sparse per la città ci aiutano a identificare i vandali, come accaduto nel caso delle scritte sulla lapide in ricordo di Anna Frank, in piazza Vittime dei Lager Nazisti. In questi giorni, inoltre, concluderemo le indagini su un altro atto vandalico, di cui abbiamo individuato il responsabile».

Tommaso Silvi

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