Il Tirreno

Pontedera

Soldi spariti, consulente a giudizio

di Sabrina Chiellini
Soldi spariti, consulente a giudizio

Lo accusano di essersi appropriato delle somme che gli avevano dato per pagare i contributi Inps, Inail e Irpef

3 MINUTI DI LETTURA





PONSACCO. Un consulente del lavoro di Livorno, Marco Temperanza, 43 anni, è finito nei guai dopo che alcuni clienti di Ponsacco lo hanno denunciato per appropriazione indebita. Loro, gli imprenditori residenti in Valdera, conoscevano il professionista da alcuni anni e non pensavano di trovarsi a loro volta in difficoltà quando Equitalia ha cominciato a chiedere il pagamento di somme arretrate che loro pensavano di avere già saldato in quanto le avevano consegnate al loro consulente del lavoro che era incaricato di gestire la contabilità della società che fa riferimento ai due soci che, alla fine, si sono decisi a denunciare.

E dopo una lunga indagine il consulente, che in parte ha ammesso le proprie responsabilità e inizialmente si era detto intenzionato a risarcire le parti offese, sarà processato in tribunale a Livorno all’inizio del prossimo anno. Temperanza è accusato di essersi appropriato, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, della somma di circa 100mila euro. Denaro che il professionista aveva ricevuto di volta in volta, nel corso degli anni, dai clienti di Ponsacco che si erano rivolti a lui per i pagamenti dei contributi Inps, Inail, Irpef, contributi previdenziali e altre tasse. Il consulente, secondo l’accusa, ha incassato i soldi ma ha omesso di effettuare i dovuti versamenti causando così un danno ai suoi clienti che ormai hanno interrotto con lui ogni rapporto. Il reato contestato al professionista è quindi quello dell’appropriazione indebita aggravato dall’abuso di prestazione d’opera, compiuta per alcuni anni, fino al 2015. L’indagato, durante l’interrogatorio del maggio scorso, ha ammesso di essersi trovato in difficoltà economiche e di avere utilizzato le somme che gli avevano consegnato i clienti. Ha anche ammesso di essersi impegnato a risarcire del danno la parte offesa ma di non averne avuto le possibilità economiche. Dall’altra parte i commercianti che sono stati “raggirati” - sono assistiti dall’avvocato Paola Ferretti - chiedono giustizia. Oggi rendono nota la vicenda e si chiedono come mai dopo la denuncia penale il consulente abbia continuato a lavorare.

«Non ci risulta che il consulente del lavoro sia stato sospeso - dicono - e ci chiediamo se il nostro è un caso isolato o se altre persone si trovano nella stessa condizione». I commercianti che si sono trovati “inseguiti” da Equitalia quando avevano cominciato a ricevere le richieste di pagamento dai vari enti si erano preoccupati e si erano rivolti al loro consulente chiedendogli di capire cosa era successo. «Ci diceva che quelle erano cartelle “pazze” - raccontano i due commercianti di Ponsacco - noi gli abbiamo creduto anche perché avevamo con lui un rapporto di amicizia». Nel 2015 quando le richieste di Equitalia si sono fatte pressanti i due soci hanno deciso di fare degli accertamenti in proprio e così hanno scoperto una realtà ben diversa da quella delle cartelle esattoriali “pazze”.

«Ci sono anche due anni di contabilità che non è stata tenuta nel modo corretto. Insomma ci ha utilizzato come un bancomat. Aveva problemi economici legati all’acquisto di un’attività commerciale e non sapendo come fare a pagare i debiti ha usato i nostri soldi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web