Il Tirreno

Pontedera

Sciopero per il contratto ma pochi operai in corteo

Sciopero per il contratto ma pochi operai in corteo

Il 50% dei dipendenti di Piaggio ha aderito alla manifestazione a livello nazionale Belcari (Fim): «Speravo in una partecipazione più numerosa di lavoratori»

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PONTEDERA. «Speravo che ci fosse più partecipazione, perché il rinnovo del contratto nazionale è importante e dovrebbe stare a cuore a tutti i lavoratori». Prendendo la parola durante il presidio con annesso corteo davanti alla Piaggio, il delegato della Rsu in quota Fim Cisl, Davide Belcari, parla chiaro: «La trattativa è in stallo e Federmeccanica sta portando avanti una politica contro gli operai. Dobbiamo essere più uniti come stiamo facendo all’interno della nostra Rsu».

Fim, ma anche Fiom Cgil e Uilm Uil hanno indetto lo sciopero di quattro ore contro lo stallo in cui è piombata la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di categoria. Il 50% dei lavoratori ha aderito allo sciopero, secondo l’azienda. I sindacati parlano di molte linee completamente ferme, ma in via Piaggio, al presidio davanti alla portineria e al corteo successivo che si è fermato davanti all’ingresso della direzione, di operai non ce n’erano moltissimi. C’erano lavoratori che gravitano attorno al sindacato, segretari provinciali delle tre sigle, molti delegati della Rsu e rappresentanti di altre aziende metalmeccaniche, tra cui Continental e Asso Werke. Nei numeri, non c’è stata molta differenza con altre iniziative simili. La sensazione è che lo scollamento tra tute blu e i loro rappresentanti sia ormai marcata da anni. Però era lecito attendersi una partecipazione più corposa, davanti alle percentuali di adesione e all’importanza del motivo che ha portato all’astensione dal lavoro.

«Noi metalmeccanici dobbiamo stare uniti e lottare come abbiamo sempre fatto - ha detto Graziano Barsotti, Rsu Piaggio in quota Uilm - e non sarà facile per Federmeccanica calpestare i nostri diritti». Già, perché il problema principale di questa trattativa, che va avanti ormai da mesi. Riguarda proprio il salario che Federmeccanica vorrebbe aumentare solo a chi ha quello minimo. Uno scoglio che rischia d’impantanare un percorso che sembrava essere cominciare sotto i migliori auspici, ma che col passare del tempo è diventato un vero muro contro muro.

«I diritti dei lavoratori devono essere salvaguardati in tutti i modi - ha detto il segretario provinciale della Fiom, Marco Comparini - così come il contratto nazionale. Davanti all’intenzione di Federmeccanica di svuotare di contenuti e di forza questo strumento, i sindacati non molleranno di un metro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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