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Un “lago” degradato per compensare le fabbriche, proteste

CASTELFRANCO. «Non è possibile andare avanti così, siamo alla mercé di zanzare, topi e serpenti che popolano il quartiere da quando è stata scavata la cassa». È una richiesta di aiuto quella di...

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CASTELFRANCO. «Non è possibile andare avanti così, siamo alla mercé di zanzare, topi e serpenti che popolano il quartiere da quando è stata scavata la cassa». È una richiesta di aiuto quella di Marco Frangioni, residente di via Quarterona.

Gli abitanti della strada, che da alcuni anni convivono con una cassa di compensazione costruita all'angolo con la via Francesca, divenuta nel frattempo un lago invaso da erba e canneti, sono in allarme da qualche tempo dopo la notizia che una nuova fossa si staglierà nelle vicinanze, in via di Petriolo. Una buca enorme, grande circa due ettari e che, paventano i residenti, rischia di fare la fine della cassa già esistente. E c'è chi minaccia una raccolta firme. «La prima cassa venne scavata per compensare una zona residenziale vicina, poi è stata abbandonata - continua Frangioni - Ora il Comune ci dice che ne farà un’altra, per compensare la cementificazione al Macrolotto». Un vero "groviera" dovuto alle normative vigenti a livello regionale e non solo, che prevedono l’escavazione di una buca di tot metri cubi per ogni costruzione che si effettui nella medesima area alluvionale, per alleggerire eventuali allagamenti in caso d’esondazione del fiume. «Prima dovevano farci un parco fluviale, poi un’area attrezzata per le feste, alla fine temo ci faranno un nuovo lago - racconta Claudio Pistolesi, vecchio proprietario dei terreni che ospiteranno la nuova la cassa - Eppure, una volta che si è deciso di farle, qualcuno dovrebbe tenerle pulite. Ma chi?».

Nilo Di Modica

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