Finanza
Quel progetto mai realizzato
La trasformazione era interessata da un piano di recupero faraonico
PONTEDERA. «Non voglio esagerare, ma per noi questo è davvero un momento storico». Lo diceva il sindaco Simone Millozzi nel giugno 2010, durante la presentazione del piano di recupero del vecchio magazzino Leoncini, alle spalle del Duomo. Dichiarazioni a cui, però, non hanno fatto seguito i lavori. Neppure quelli minimi, necessari per evitare il collasso del fabbricato. Che invece è arrivato e si è fatto sentire sulla struttura: tanto da convincere l'amministrazione comunale a emanare un'ordinanza per la messa in sicurezza dell'area. Ieri mattina le ruspe hanno iniziato la demolizione di parte dello stabile; un'operazione che sarà seguita da una ristrutturazione delle pareti dell'immobile. E pensare che, in quel giorno del 2010, venne presentato un progetto di riqualificazione da stropicciarsi gli occhi. Il piano, suddiviso in due lotti, avrebbe dovuto iniziare dalla parte di edifico esattamente dietro il Duomo: «Qui sorgeranno due edifici - spiegò all'epoca l'architetto Riccardo Gonnelli, che curava il progetto - in ricordo di due torri campanarie che originariamente erano situate proprio sullo stesso punto. In mezzo alle due costruzioni sarà realizzata una piazza pubblica, dietro l'abside del Duomo». Alessandro e Federico, cugini ed entrambi ingegneri, appartenenti alla terza generazione della famiglia Leoncini, avevano seguito il progetto, mettendone a punto gli interventi dal punto di vista degli impianti e della struttura. Il secondo lotto di lavori, come venne spiegato nel 2010, avrebbe dovuto interessare la parte più vicina all'oratorio del Duomo, quello che i due Leoncini chiamano "il palazzo della nonna". Vennero previsti anche negozi e uffici al piano terra e appartamenti agli altri due sopraterreno. Ogni piano era stato progettato per avere una superficie utilizzabile di 170 metri quadrati, da suddividere in massimo 3 appartamenti o un'unica soluzione abitativa. Intenzioni che oggi appaiono lontane anni luce, anche se Luca Marcoionni, geometra attualmente incaricato della messa in sicurezza dell'area, assicura: «La superficie non resterà inutilizzata, insieme alla famiglia cercheremo di studiare una soluzione per rinnovarla e renderla attiva».
Tommaso Silvi
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DEI LAVORI ALLA STRUTTURA
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