La manifestazione
Eseguito con la forza pubblica uno sfratto per morosità
La famiglia non aveva i requisiti per abitare in un alloggio destinato all'emergenza abitatati e non ha rispettato l'accordo di pagare il canone concordato
CASCINA. Lo sfratto era stato rinviato più volte ma la mattina del 18, dopo l'intervento della forza pubblica, la famiglia romena aiutata dal Comune a trovare un alloggio e che poi non aveva pagato il canone concordato anche se il marito ha un lavoro, ha accettato di lasciare l'alloggio dove viveva in via Simone da Cascina, a due passi dal municipio. La famiglia, padre, madre e un bambino di circa 3 anni, abitava in un alloggio privato che era stato messo a disposizione del Comune per le emergenze abitative. In un primo momento sembrava che la famiglia si fosse asserragliata all'interno dell'abitazione. Poi dopo una trattativa condotta dai legali del proprietario dell'immobile e con l'ausilio degli assistenti sociali, gli inquilini hanno accettato di lasciare l'edificio. Andranno per alcuni giorni un albergo, a spese del Comune. "Lo sfratto è stato eseguito perchè la famiglia non aveva più i requisiti in quanto uno dei componenti ha un reddito regolare", hanno spiegato sia la sindaca Susanna Ceccardi che l'assessore alla casa Edoardo Ziello. Con questo sfratto, l'ultimo di cinque, i primi quattro sono stati eseguiti dalla precedente amministrazione, il Comune risparmierà 30mila euro da destinarsi sempre al sociale. Era questa la somma dell'accordo tra il privato e il Comune. Accordo restato in corso anche quando gli altri edifici, che comunque devono essere ristrutturati, erano stati lasciati liberi. L'assessore Ziello ha poi spiegato che negli orari di ricevimento al pubblico degli uffici del sociale e della casa, grazie a quanto stabilito con l'assessore alla polizia municipale Donatella Legnaioli, sarà prevista la presenza di un vigile in modo da scongiurare eventuali problemi, come avvenuto nel passato. E' questa una richiesta che era stata avanzata anche dagli stessi dipendenti comunali per lavorare con maggiore serenità.
Per seguire lo sfratto è stato richiesto l'intervento dei carabinieri, della polizia, del 118 e della polizia locale anche se poi si è trattato di una presenza per precauzione.
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