Il dolore
Alla Ristori esuberi ma anche un piano per il rilancio
MONTECALVOLI. «È vero, stiamo definendo i numeri definitivi, ma gli esuberi sono una realtà con cui dovremo fare i conti». La titolare di Officine Ristori, Enza Marmeggi, non cerca giri di parole...
MONTECALVOLI. «È vero, stiamo definendo i numeri definitivi, ma gli esuberi sono una realtà con cui dovremo fare i conti».
La titolare di Officine Ristori, Enza Marmeggi, non cerca giri di parole per confermare l’allarme sollevato dai sindacati rispetto ad alcune situazioni a rischio nell’indotto Piaggio. La sua azienda è forse il caso più difficile da decifrare in provincia di Pisa, perché ci sono circa 60 lavoratori in eccesso rispetto alle necessità produttive. «Preferisco non entrare nel merito dei numeri specifici - riprende l’imprenditrice - però siamo al lavoro per definire le strategie e provare un’operazione di rilancio».
Tradotto: una volta “alleggerito” il numero dei dipendenti, la ditta avrà una dimensione più conforme alla mole di lavoro a cui deve fare fronte. La riduzione di personale, però, apre un fronte drammatico per numerose famiglie dal punto di vista sociale. Lo stesso contesto estremamente difficile a cui sindacati e istituzioni hanno fatto fronte alla fine del 2014 con l’attivazione degli ammortizzatori sociali, agevolati anche dal fatto che Piaggio confermò alcune commesse alla stessa Ristori.
Il 10 ottobre, però, scadrà la cassa integrazione straordinaria e più della metà dei dipendenti (in totale sono 129) dovrà fare i conti con la mobilità se non sopraggiungeranno ulteriori sviluppi. «La volta scorsa riuscimmo ad attivare un percorso preciso e concreto, grazie a una concertazione tra sindacati e istituzioni che risultò fondamentale - afferma la sindaca di Santa Maria a Monte, competente dal punto di vista del territorio, visto che Ristori si trova a Montecalvoli - Credo che anche in questa circostanza servirà un piano simile, anche se gli strumenti che noi sindaci abbiamo a disposizione sono davvero pochi».
Come dire, servirà l’interessamento della Regione per risolvere la situazione, come avvenne un anno e mezzo fa. Anche perché il problema maggiore risulta essere la produzione. Ristori ha preso qualche commessa al di fuori della fornitura per Piaggio. Un paio di queste sono arrivate dalla Germania e riguardano l’automotive. «Ma sono state poca cosa rispetto a quello di cui avremmo bisogno - dice ancora Marmeggi - Piaggio ci dà lavoro, ma stiamo cercando di rivolgersi anche ad altre aziende del settore moto e auto. Di fatto, stiamo cominciando a intavolare rapporti. Per questo genere di operazioni serve sempre un inizio ed è quello che stiamo cercando di mettere in pratica».
A settembre larme dei sindacati, che riguarda anche la Tmm di Pontedera e la Pieracci di Fornacette (circa dieci esuberi a testa) dovrà trasformarsi in una concertazione vera tra sindacati e istituzioni. Altrimenti saranno dolori.
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