Sicurezza
Pecore uccise, scatta l’allarme lupi in Valdera
Si moltiplicano gli assalti e gli avvistamenti tra Fabbrica di Peccioli e Lajatico. Paura e rabbia tra gli allevatori: «Non lasciamo più sole le nostre greggi»
PECCIOLI. Ne sono stati avvistati due negli ultimi mesi, anche se il numero è destinato a salire. La femmina, infatti, proprio in questi giorni dovrebbe aver partorito alcuni cuccioli. Quella che all’inizio poteva sembrare una suggestione popolare è diventata, a suon di foto e filmati inequivocabili, una preoccupante realtà.
Le zone a rischio. L'alta Valdera, in particolare l'area boschiva compresa tra Fabbrica di Peccioli e Lajatico, è diventata la casa naturale di un piccolo branco di lupi. Ad accorgersene per primi sono stati gli allevatori della zona, che hanno visto sparire a poco a poco una parte consistente delle loro greggi. Attaccano anche durante il giorno e in pochi minuti fanno razzia tra gli ovini al pascolo. Molte le segnalazioni di avvistamenti arrivate al Corpo Forestale, che ora monitora la situazione cercando di capirne di più. Perché, al momento, non è chiaro neppure se i predatori dell'alta Valdera siano lupi veri e propri oppure ibridi derivanti da incroci di canidi selvatici.
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Allevatori preoccupati. «Non lascio più sole le mie pecore, le faccio pascolare soltanto a determinati orari e costantemente sorvegliate. Non è così che dovrebbero vivere, ma non posso fare altrimenti se non voglio veder decimate le mie greggi». A parlare è Alessandro Montagnani, titolare dell'allevamento Ripassaia, a Fabbrica di Peccioli. Montagnani aveva già denunciato al Tirreno, poco meno di un mese, la presenza dei lupi nei pressi della sua attività. «Da alcune settimane non registro perdite nel bestiame. Il problema però è rimasto, perché di notte i sensori avvertono presenze estranee e fanno scattare l'allarme. I lupi girano intorno alla stalla cercando un passaggio per entrare, trovo spesso le loro impronte al mattino», racconta ancora l'allevatore, che non è l'unico a dover fare i conti con le terrificanti visite a quattro zampe: «Siamo in molti nella zona ad essere preoccupati. Sappiamo che il lupo è una razza protetta - dice infine Montagnani - e nessuno ne chiede l'estinzione o l'abbattimento. Vogliamo che il nostro mestiere sia tutelato».
Corpo Forestale al lavoro. Le prime segnalazioni di avvistamenti in alta Valdera sono pervenute negli uffici del comando provinciale all'inizio del 2016. «Siamo stati contattati inizialmente dalla Val di Cecina, ma successivamente anche dalle zone di Lajatico e dintorni», spiega Anna Fadda, comandante del Corpo Forestale della provincia di Pisa, che prosegue: «A maggio siamo stati contattati anche da Palaia e da Casciana Terme, dove sono stati avvistati alcuni esemplari. È difficile dire se si tratti di lupi puri o di ibridi, per questo ci avvaliamo della collaborazione di alcuni esperti». Ora la situazione dell'Alta Valdera è nel mirino della Forestale: «Stiamo monitorando la zona, valuteremo se effettuare dei sopralluoghi. Siamo attivi in diverse zone di nostra competenza - conclude il comandante Fadda - per attività a tutela delle specie protette, come il lupo, per controlli nei confronti dei cacciatori durante il periodo della caccia e per contrastare il bracconaggio».
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