Lutto
Partite le verifiche in cerca dei furbetti delle case popolari
Un nuovo bando favorirà i residenti a Cascina da più tempo Chi vive in alloggi d’emergenza dovrà lasciarli alla scadenza
CASCINA. Quando parli di case popolari a Cascina sai che puoi entrare in un ginepraio. Tante le aspettative, poche le possibilità a fronte di una richiesta che aumenta e di nuove famiglie che hanno bisogno di aiuti per la casa.
Negli ultimi tempi c’è stato un picco di sfratti per morosità incolpevole con famiglie che chiedono aiuto per pagare l’affitto. E poi la vicenda di Roberto Lorenzi (PdCi), ex assessore alla casa, condannato a tre anni e sei mesi di reclusione, in primo grado, per il reato di induzione indebita e violenza sessuale non è stata senza conseguenze.
I fatti - l’ex assessore era accusato di avere promesso alloggi popolari ad alcune donne in cambio di favori sessuali - risalgono indietro nel tempo (vanno dal 2003 al 2009) ma sembra che per mettere in ordine quell’ufficio non sia stata sufficiente l’ultima legislatura che si è da poco conclusa. La nuova giunta ha deliberato di andare a controllare le assegnazioni per stanare eventuali furbetti (ci sono famiglie che non ne hanno più diritto) e capire come procedere. Annunciato anche un aggiornamento del bando delle case popolari con requisiti che saranno “rivisti”. L’assessore alla casa parla di “premialità cascinese” pur sapendo che le polemiche dell’opposizione saranno immediate.
«Non so se il precedente assessore abbia mai ricevuto qualcuno. Non ho trovato neanche un piccolo locale da dedicare al ricevimento dei cittadini. Dopo averlo improvvisato alla svelta, dalla scorsa settimana tra gli appuntamenti ufficiali in agenda e quelli fuori orario, sono venute ad espormi i loro problemi circa cinquanta persone. Cittadini, duole dirlo, che trascinano da anni problemi che nessuno è mai riuscito a risolvere. Un fardello pesante, un arretrato incredibile», spiega l’assessore alla casa Edoardo Ziello.
«Pensavo che la situazione fosse difficile, ma non fino a questi livelli. Il problema più scottante è quello dell'emergenza abitativa: Cascina (che ha circa 45mila abitanti) dispone di soli 19 alloggi comunali. Procederemo intanto ad una verifica dei nuclei che occupano le abitazioni destinate all'emergenza abitativa per vedere se sussistono ancora i requisiti che danno titolo all'assegnazione temporanea, che è di diciotto mesi e può essere prorogata soltanto una volta per un uguale periodo».
Molte famiglie, una volta ottenuto l’alloggio in via temporanea non lo hanno più lasciato. «Dobbiamo garantire il principio di equità sociale e non ci possiamo perdere in un assistenzialismo perpetuo che divora ingiustamente il nostro welfare. Comuni della provincia molto più piccoli del nostro dispongono di un patrimonio di edilizia popolare più vasto. Stiamo lavorando all'aggiornamento del bando per l'assegnazione delle case popolari», afferma. Ci saranno novità: «Tra i vari requisiti attraverso i quali si cercherà di premiare i nostri cittadini (premialità cascinese), attraverso un punteggio specifico che abbia ad oggetto la “storicità” della residenza, verrà richiesta una certificazione immobiliare delle proprietà all'estero per stanare quegli eventuali furbetti che non hanno diritto all'assegnazione».
Ziello dice di essere al lavoro anche «per potenziare i servizi agli anziani». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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