Il dolore
Indotto Piaggio, è crisi Ottanta posti a rischio
Allarme dei sindacati: Ristori, Tmm e Pieracci i casi più gravi
PONTEDERA. «Vedrai che botta a settembre!». Da qualche giorno incontrando sindacalisti di varie sigle e livelli, la frase era sempre la stessa. Parli dell’indotto Piaggio?, era la domanda scontata a cui seguiva un poco incoraggiante «certamente». E l’allarme è deflagrato ieri allo Sporting club dove Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno radunato i delegati delle ditte metalmeccaniche per un’altra vicenda difficile per i lavoratori: il rinnovo del contratto nazionale.
La crisi dell’indotto. L’impasse della trattativa con Federmeccanica e i circa 80 operai che rischiano di essere bollati come “esuberi” dopo l’estate sono i crucci di un mondo che alza la mano e chiede a istituzioni e imprenditori di rifare i conti. «Aziende come Tmm, Ristori e Pieracci avranno grossi problemi a settembre - spiega Stefano Benvenuti della Fiom Cgil - perché le commesse di Piaggio sono ormai in calo e la riforma degli ammortizzatori sociali ha ridotto notevolmente i paracaduti per i salari dei dipendenti. E una volta finita questa possibilità si passa agli esuberi». Alla Tmm si sta cercando di individuare tra i dieci e i dodici lavoratori da avviare alla pensione. «L’azienda sta lavorando - dice Cristina Parola, delegata della Rsu in quota Fiom - e dovrebbe riuscire a trovare le persone per il prepensionamento. La mobilità è passata da tre anni a diciotto mesi e anche questo è un problema che si aggiunge alla riduzione di 970mila euro di commesse in arrivo da Piaggio. La situazione è davvero difficile». Alla Ristori di Montecalvoli, invece, il 10 ottobre scadrà la cassa integrazione straordinaria, come spiega il delegato Uil Makhtar Tall, «e i 60 esuberi dichiarati nel novembre 2014, su 129 dipendenti complessivi torneranno a essere tali. E il rischio che escano dall’azienda è reale». Alla Pieracci, invece, la riduzione da 147 a 47 dipendenti in cinque anni non è servita. Finora la situazione è stata gestita con gli ammortizzatori sociali, «ma gli strumenti sono in esaurimento - dice il delegato Uil, Rachid Lamnaouar - e l’azienda ha dichiarato 12 esuberi. Speriamo che dopo non ne annunci altri».
Il rinnovo del contratto. Da un lato le preoccupazioni per l’indotto, quindi. Dall’altro il clima tetro del contratto nazionale che sembra entrato in un gorgo. Martedì i sindacati sciopereranno 4 ore a livello nazionale e davanti alla Piaggio sarà organizzata una manifestazione. «Piaggio è influente in Federmeccanica - dice Claudio Garzotto, segretario provinciale Fim Cisl - ed è bene che capiscano che la posizione latifondista stile ’900 che intendono mantenere non ha senso». Garzotto si riferisce al problema salariale emerso nella trattativa. «Federmeccanica vorrebbe dare aumenti solo a chi ha la paga base - afferma Gianluca Ficco, coordinatore nazionale del settore auto e due ruote di Fim Cisl - e questo è assolutamente assurdo. Imprenditori e governo concordano nell’affermare che i salari sono troppo bassi, ma quando si trovano a firmare accordi o a fare le leggi si dimenticano tutto». Secondo Massimo Braccini, segretario regionale Fiom Cgil, «ormai è diventata una questione di principio, ma anche di merito. Stanno togliendo la contrattazione dalle aziende in modo che gli imprenditori non abbiano più obblighi rispetto al Paese. E questo è inaccettabile».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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