Il Tirreno

Pontedera

Indotto Piaggio, è crisi: ottanta posti a rischio

di Andreas Quirici
La riunione dei sindacalisti del settore metalmeccanico
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La riunione dei sindacalisti del settore metalmeccanico

Pontedera, allarme dei sindacati: Ristori, Tmm e Pieracci i casi più gravi. Intanto martedì 19 luglio sciopero di quattro ore e manifestazione per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici

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PONTEDERA. "Vedrai che botta a settembre!". Da qualche giorno incontrando sindacalisti di varie sigle e livelli, la frase era sempre la stessa. Parli dell’indotto Piaggio?, era la domanda scontata a cui seguiva un poco incoraggiante «certamente». E l’allarme è deflagrato giovedì 14 luglio allo Sporting club dove Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno radunato i delegati delle ditte metalmeccaniche per un’altra vicenda difficile per i lavoratori: il rinnovo del contratto nazionale.

La crisi dell’indotto. L’impasse della trattativa con Federmeccanica e i circa 80 operai che rischiano di essere bollati come “esuberi” dopo l’estate sono i crucci di un mondo che alza la mano e chiede a istituzioni e imprenditori di rifare i conti. "Aziende come Tmm, Ristori e Pieracci avranno grossi problemi a settembre - spiega Stefano Benvenuti della Fiom Cgil - perché le commesse di Piaggio sono ormai in calo e la riforma degli ammortizzatori sociali ha ridotto notevolmente i paracaduti per i salari dei dipendenti. E una volta finita questa possibilità si passa agli esuberi". Alla Tmm si sta cercando di individuare tra i dieci e i dodici lavoratori da avviare alla pensione. "L’azienda sta lavorando - dice Cristina Parola, delegata della Rsu in quota Fiom - e dovrebbe riuscire a trovare le persone per il prepensionamento. La mobilità è passata da tre anni a diciotto mesi e anche questo è un problema che si aggiunge alla riduzione di 970mila euro di commesse in arrivo da Piaggio. La situazione è davvero difficile». Alla Ristori di Montecalvoli, invece, il 10 ottobre scadrà la cassa integrazione straordinaria, come spiega il delegato Uil, Makhtar Tall, "e i 60 esuberi dichiarati nel novembre 2014, su 129 dipendenti complessivi torneranno a essere tali. E il rischio che escano dall’azienda è reale". Alla Pieracci, invece, la riduzione da 147 a 47 dipendenti in cinque anni non è servita. Finora la situazione è stata gestita con gli ammortizzatori sociali, "ma gli strumenti sono in esaurimento - dice il delegato Uil, Rachid Lamnaouar - e l’azienda ha dichiarato 12 esuberi. Speriamo che dopo non ne annunci altri".

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Il rinnovo del contratto. Da un lato le preoccupazioni per l’indotto, quindi. Dall’altro il clima tetro del contratto nazionale che sembra entrato in un gorgo. Martedì 19 luglio i sindacati sciopereranno 4 ore a livello nazionale e davanti alla Piaggio sarà organizzata una manifestazione. "Piaggio è influente in Federmeccanica - dice Claudio Garzotto, segretario provinciale Fim Cisl - ed è bene che capiscano che la posizione latifondista stile ’900 che intendono mantenere non ha senso". Garzotto si riferisce al problema salariale emerso nella trattativa. "Federmeccanica vorrebbe dare aumenti solo a chi ha la paga base - afferma Gianluca Ficco, coordinatore nazionale del settore auto e due ruote di Uilm Uil - e questo è assolutamente assurdo. Imprenditori e governo concordano nell’affermare che i salari sono troppo bassi, ma quando si trovano a firmare accordi o a fare le leggi si dimenticano tutto". Secondo Massimo Braccini, segretario regionale Fiom Cgil, "ormai è diventata una questione di principio, ma anche di merito. Stanno togliendo la contrattazione dalle aziende in modo che gli imprenditori non abbiano più obblighi rispetto al Paese. E questo è inaccettabile".

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