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Il libro sarà presentato lunedì prossimo al parco delle terme

Il libro sarà presentato lunedì prossimo al parco delle terme

CASCIANA TERME. “Il prezzo della fedeltà” è il titolo del libro che il colonnello dei carabinieri, Roberto Riccardi, comandante provinciale dell’Arma a Livorno, ha scritto per Mondadori, uscito nelle...

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CASCIANA TERME. “Il prezzo della fedeltà” è il titolo del libro che il colonnello dei carabinieri, Roberto Riccardi, comandante provinciale dell’Arma a Livorno, ha scritto per Mondadori, uscito nelle librerie il 31 maggio, e che lunedì sera alle 21,15 sarà presentato nel parco delle Terme di Casciana allo chalet. Modera il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Idee in movimento, presieduta da Paola Tani e di cui fanno parte donne residenti nel comune.

Il prezzo della fedeltà all’Arma e alle istituzioni di cui si parla nel libro è quello pagato dal maresciallo Giuseppe Giangrande, colpito mentre era in servizio dalla traiettoria di un proiettile che gli ha quasi spezzato la vita. Una storia vera: Giangrande, 52 anni già del VI Battaglione Toscana, è stato ferito il 28 aprile 2013 a Roma davanti a Palazzo Chigi, dove stava effettuando servizio di sorveglianza nella mattina in cui al Quirinale stava giurando il nuovo governo presieduto da Enrico Letta.

L’incontro di lunedì a Casciana Terme sarà quindi l’occasione per sentire raccontare dall’autore la vicenda di un eroe dei nostri giorni. «Possiamo chiamarli Vittime - si legge nel libro - possiamo chiamarli Eroi. La cosa importante è non dimenticarli». Il libro è stato voluto dal comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette (nella sua carriera è stato comandante provinciale anche a Pisa). Poi ha proposto di scriverlo al colonnello dell’Arma, Roberto Riccardi, giornalista, già autore di numerosi saggi e romanzi e già direttore della Rivista Il Carabiniere. Per raccontare il dramma di Giangrande l’autore ha incontrato più volte il maresciallo e la figlia, Martina, che tre mesi prima del dramma capitato al padre aveva perso la madre. Anche la figlia, nel suo rapporto con il padre, è protagonista di tante pagine. Tre giorni dopo la sparatoria (maggio 2013) la donna avrebbe dovuto firmare un contratto di lavoro a tempo indeterminato a Prato, dopo anni da precaria. Si è trovata nella condizione di rinunciare ai suoi sogni e quel lavoro per stare accanto al padre. Ora entrambi vivono con la pensione di invalidità e con il vitalizio statale per le vittime del terrorismo, due sussidi che non sono reversibili verso i figli. Anche per lei la fedeltà ha un prezzo alto.

All’incontro con l’autore sono stati invitati sindaci della Valdera e rappresentanti delle forze di polizia della provincia. L’ingresso è libero.

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