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Ospedale, c’è il medico per il centro trasfusionale

Ospedale, c’è il medico per il centro trasfusionale

Dopo che quindici dottori hanno rifiutato il posto a tempo determinato a Volterra da un mese è stata trovata una sostituta. Ma si tratta di un incarico precario

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VOLTERRA. Dopo il rifiuto di 15 medici per il posto al centro trasfusionale di Volterra, collegato con quello di Pontedera, è stata individuata una dottoressa che sta ricoprendo il posto vacante dovuto a un congedo per maternità. Situazione risolta? Neanche per sogno, perché si tratta di un contratto in libera professione sul quale incombono eventuali chiamate per assunzioni a cui la dottoressa ha fatto domanda.

Alcuni mesi fa la notizia del rifiuto di ben quindici dottori del posto a tempo determinato nella città etrusca aveva fatto scalpore, ponendo ulteriori dubbi sul legame voluto dall’Asl tra Volterra e Pontedera. La Misericordia si era addirittura offerta di fornire un posto letto al medico che avrebbe accettato l’incarico al centro trasfusionale e il sindaco, Marco Buselli, aveva alzato i toni ponendo una volta di più la necessità di cambiare il sistema di gestione della sanità provinciale, salvaguardando l’ospedale e i servizi di Volterra.

Da un mese, però, la situazione ha trovato una soluzione nella dottoressa in cerca di un incarico che è stata chiamata dall’Asl per il centro trasfusionale volterrano.

In un periodo come quello attuale, in cui le ferie riducono la presenza del personale sanitario nei reparti, poter contare su un medico in più per il centro trasfusionale pontederese-volterrano è comunque una notizia molto importante. E lo è soprattutto per i cittadini che non devono subire tagli alle prestazioni.

Il problema è stato comunque risolto momentaneamente, in attesa di un concorso che dovrebbe indire l’Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che si occupa di concorsi, gare, approvvigionamento, logistica, progetti di sviluppo tecnologico e servizi per le aziende sanitarie toscane, compresa la cosiddetta “aslona” corrispondente all’Usl Toscana Nord Ovest che ha inglobato anche quella di Pisa. E qui i nodi di un sistema non ancora rodato e che, per via delle lungaggini burocratiche, non lascia grandi speranze per una soluzione rapida.

Dopo il bando pubblico, infatti, dovrà essere nominata la commissione d’esame e poi dovranno essere svolte le prove scritte orali, prima della valutazione degli esami e l’assegnazione del posto. Tempi lunghi, appunto, in cui si potrebbero presentare di nuovo i problemi di carenza del personale con cui i medici del centro trasfusionale dei due ospedali hanno dovuto lottare per non far ricadere i disagi sui cittadini.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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