Sicurezza
Albergo ai profughi, no del Comune
La sindaca di Cascina: «Controlleremo ogni atto, ci opporremo sempre a queste operazioni»
CASCINA. Non è durata molto la tregua tra il Comune di Cascina e la prefettura di Pisa sul fronte dell’accoglienza ai migranti. Il no a nuovi profughi nel comune di Cascina espresso dalla sindaca leghista Susanna Ceccardi aveva indotto il prefetto Attilio Visconti, che deve pensare all’accoglienza dei migranti, a chiedere un parere all’avvocatura dello Stato.
«Non posso che continuare a cercare soluzioni per l’accoglienza – questa la posizione del prefetto – I migranti arriveranno a Cascina come altrove, anche senza il consenso dei sindaci».
La prefettura si è confrontata su questi temi con Cascina e la questione è stata accantonata per alcuni giorni, ma non archiviata. Poi la collaborazione con la prefettura per la distribuzione degli alimenti ai poveri sembrava avere stemperato le polemiche. Ora la sindaca torna alla carica su un argomento che è stato al centro della campagna elettorale. Un conto è la distribuzione dei viveri, ma da qui a dire che il Comune apre le porte ai profughi ce ne passa: è quanto afferma la sindaca, sottolineando che il Comune verificherà ogni singolo atto nel caso in cui la Croce Rossa decida di acquistare un vecchio albergo di Cascina per l’accoglienza ai migranti. L’ipotesi circola da giorni, anzi dal giorno successivo all’incontro con i sindaci in prefettura quando Ceccardi, che i colleghi del Pd aspettavano al varco, aveva subito dichiarato le sue posizioni.
«È nelle nostre intenzioni valorizzare il contributo di ogni realtà sociale o corpo intermedio senza pregiudiziali ideologiche, politiche o di altra sorta: per questo abbiamo incoraggiato, sostenuto e appoggiato, mettendo a disposizione anche il nostro assessore al sociale, Edoardo Ziello, e i nostri uffici, la distribuzione di pesche per bisognosi promossa dalla Croce Rossa», spiega Ceccardi.
Eppure da qui a dire sì «al business dell’immigrazione il passo è lungo e non percorribile. Abbiamo avuto, due settimane fa, un incontro in prefettura in cui ci è stata palesata l’intenzione della Croce Rossa, con la collaborazione del prefetto di Pisa, Attilio Visconti, di acquistare un immobile alberghiero a Sant’Anna. Abbiamo preso atto della comunicazione riservandoci di fornire la nostra valutazione in un secondo momento», aggiunge il sindaco.
In quell’occasione era stata prospettata la possibilità di «predisporre alcuni posti della struttura anche per ospitare famiglie italiane. «Abbiamo affrontato la questione. Pensiamo che sia un’azione di forte incoscienza mettere a repentaglio la sicurezza delle famiglie e in modo particolare dei bambini facendoli soggiornare vicino a situazioni di forte disagio».
Il no rispetto a come viene gestita attualmente l’accoglienza è netto: «Non ci prenderemo la responsabilità di avallare una decisione che può mettere a repentaglio l’incolumità dei nostri cittadini più bisognosi», afferma Ceccardi che esprime su questo tema le posizioni che sono della Lega Nord.
«Uno Stato degno di questo nome utilizzerebbe le risorse per far fronte alle emergenze dei propri cittadini, anziché continuare a impegnare spese enormi per sostenere il business dell’immigrazione, cercando poi di vendere quello che è, di fatto, un alto rischio incolumità come sostegno ai senzatetto per far digerire queste scelte ai cittadini e al Comune».
Preso atto che l’attuale situazione normativa lascia ai Comuni zero margine di decisione, la sindaca ribadisce ciò che aveva detto al tavolo della prefettura: «Noi utilizzeremo i nostri semplici strumenti per verificare, come sempre, le condizioni urbanistiche, tecniche, sanitarie e così via di esercizio di ogni attività. Non ci sia chiesto però di plaudire a questo genere di operazioni: ci opponiamo e ci opporremo sempre».(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
