Il Tirreno

Pontedera

udienza rinviata a venerdì

La difesa contesta la ricostruzione «Non è provato l’uso del Ghb»

La difesa contesta la ricostruzione «Non è provato l’uso del Ghb»

PONTEDERA. Da una parte le due amiche che accusano e dall’altra i due imputati che respingono gli addebiti e parlano di un complotto ordito nei loro confronti. Tra pochi giorni - l’udienza è stata...

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PONTEDERA. Da una parte le due amiche che accusano e dall’altra i due imputati che respingono gli addebiti e parlano di un complotto ordito nei loro confronti. Tra pochi giorni - l’udienza è stata rinviata a venerdì 15 luglio e questa volta dovrebbe concludersi con la sentenza - sapremo quella che sarà la verità riconosciuta dalla sentenza di primo grado.

Il processo per violenza sessuale si svolge davanti al primo collegio della sezione penale del tribunale di Pisa, presieduto da Pietro Murano, giudici a latere Eugenia Mirani e Raffaella Poggi.

Anche ieri, come fin dalla prima udienza, gli imputati sono arrivati con un gruppo di amici-sostenitori, oltre che con i familiari. Mentre la parte offesa è arrivata con i genitori e una zia. Ma la giovane, rimasta in silenzio ad ascoltare la lunga requisitoria del pubblico ministero e l’intervento della parte civile, ha lasciato l’aula quando la difesa è tornata a dire che la sua versione è costruita e che lei quella sera era consenziente quando ha avuto rapporti sessuali con i due imputati, Mattia Rizza ed Edoardo Nieri.

Una tensione, quella tra le parti in causa, che si legge anche solo nello scambio di sguardi e nella massiccia presenza di spettatori schierati in difesa degli imputati, alcuni dei quali non hanno perso una “puntata” del processo in cui le famiglie dei due ventenni non hanno esitato a schierare difensori di chiara fama e consulenti di parte. Ovviamente - ma c’è in ballo il destino di due ragazzi - i tempi sono ogni volta dilatati.

Il primo dei quattro difensori degli imputati, l’avvocato Anna Francini, nel prendere in esame la vicenda, è tornata ad evidenziare «come in tutta la storia non esista la prova che la vittima abbia fatto sesso con i due ragazzi sotto l’effetto della sostanza Ghb», la cosiddetta droga dello stupro.

È questa la linea degli imputati. Sin dall’inizio hanno sempre respinto ogni accusa, pur ammettendo che quella sera avevano invitato le due amiche nella villa del nonno di Rizza a Santa Maria a Monte e che volevano trascorrere la serata in piscina, bevendo Schweppes, vodka e vino.

La difesa insiste sull’aspetto della mancanza della prova della somministrazione e della presenza nelle bottigliette del Ghb. Così come non è stata trovata alcuna prova rispetto alla provenienza della sostanza stupefacente. Nelle bottigliette di Schweppes è stata rilevata una quantità di droga minima, che non è in grado di avere un effetto e quindi di annientare la volontà della vittima.

«Non è vero niente quello che racconta la testimone e quello che ha detto la parte offesa. Non è vera in generale tutta la ricostruzione della vicenda. Così come non è vero che il test del capello non sia attendibile»: sono parole dell’avvocato Anna Francini.

Il test del capello, effettuato a distanza di quattro mesi dalla notte della violenza, dice che nessuno dei tre, imputati e vittima, ha assunto Ghb. L’accusa però sostiene che il test, sollecitato peraltro dalla difesa, non è attendibile in quanto è stato effettuato in ritardo rispetto al fatto.

La difesa insiste su quelle che ritiene siano state alcune lacune nelle indagini. Non è mai stato rintracciato il giovane pasticcere che la mattina successiva alla serata in villa aveva raccolto per la strada la parte offesa. Non sono state conservate all’ospedale Lotti le provette del sangue prelevato alla vittima, che pure era stata inserita nel cosiddetto codice rosa. Anche il vomito e l’amnesia, secondo la difesa, non sono da attribuire al Ghb quanto ad altre cause, come quella di un malore successivo ad una congestione.

Mancano ora le arringhe di Angela Maria Odescalchi, nota penalista di Milano, e degli avvocati Tullio Padovani e Salvatore Salidu. Poi ci sarà spazio per eventuali repliche e la camera di consiglio per arrivare alla sentenza.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web