Gioco
Dramma Popolare pronto per la prima nazionale del regista Maurizio Scaparro
«Credo che nei suoi 70 anni di vita il Dramma Popolare abbia dimostrato di avere tutte le qualità per far sì che San Miniato possa ricoprire un ruolo di rilievo in un'Europa unita dalla cultura....
«Credo che nei suoi 70 anni di vita il Dramma Popolare abbia dimostrato di avere tutte le qualità per far sì che San Miniato possa ricoprire un ruolo di rilievo in un'Europa unita dalla cultura. Spero, dunque, che in futuro l'impegno sarà quello di aprire il festival del teatro al panorama internazionale. E spero, ancora, che le persone cerchino di voler sempre bene al teatro, poiché sono impagabili le emozioni e i ricordi scaturiti dal rapporto che si crea tra attore e spettatore». Questi gli auspici del regista Maurizio Scaparro a pochi giorni dalla prima nazionale de "Il martirio del pastore", la rappresentazione che racconterà gli ultimi anni di vita di monsignor Oscar Romero, il vescovo salvadoregno ucciso nel 1980, beatificato da Papa Francesco. In programma dal 14 al 20 luglio in piazza Duomo, lo spettacolo, dal testo di Samuel Rovinski per la traduzione di Eleonora Zacchi, metterà in scena un cast che si avvale di nomi d'eccezione quali quello di Antonio Salines ed Edoardo Siravo, insieme a Gianni De Feo. Poi anche Riccardo De Francesca, Fabrizio Bordignon, Alessandro Scaretti, Michele De Girolamo, Marco De Francesca e Gabriella Casali. Come da tradizione, attori e regia sono stati ospitati ieri mattina in municipio per ricevere il benvenuto e l'in bocca al lupo dal sindaco Vittorio Gabbanini con la sua giunta. Presente all'incontro anche il presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare Marzio Gabbanini che, in merito alla rappresentazione, ha spiegato: «il tema, quello del martirio, è sempre attuale e invita alla riflessione. Compito della manifestazione è infatti anche quello di stimolare domande e inquietudini dello spettatore, cercando dove possibile di dare delle risposte». (s.d.p.)
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