Sicurezza
Spirano venti di polemica alla vigilia del consiglio
A Cascina comincia ufficialmente domani la nuova legislatura di marca leghista Suscita critiche la decisione di togliere la bandiera saharawi dal Comune
CASCINA. Domani alle 18 si riunisce il primo consiglio comunale della nuova legislatura. E la vigilia è infuocata dalle polemiche della sinistra che non comprende come mai la nuova maggioranza di centrodestra rinunci ai simboli che fanno parte del patrimonio della sinistra, che ha ceduto il Comune dopo 70 anni ad una sindaca leghista.
«La rimozione della bandiera del popolo saharawi dalla sala del consiglio comunale da parte della neo sindaca Susanna Ceccardi - dice Mario Minuti, già candidato dei Comunisti - è un fatto incomprensibile, incivile e inaudito. In quella sala sono stato ricevuto l'ambasciatore, il console e tanti altri cittadini saharawi qualunque fosse la loro occupazione. Le discontinuità che i neo amministratori vogliono segnare devono tenere di conto comunque che gli accordi presi in precedenza dalle passate amministrazioni vanno sempre e comunque rispettati. Oltretutto non credo che una maggioranza che ha raccolto solo il consenso del 20% dei cittadini cascinesi possa rappresentare la volontà della maggioranza degli abitanti».
I Comunisti e la Sinistra cascinese «si impegnano perché l'accoglienza che da anni ha caratterizzato il rapporto fra queste due comunità si rafforzi».
Anche Michelangelo Betti, che è uno dei dieci saggi i quali dovranno scegliere il nuovo segretario del partito, tuona contro la Ceccardi: «Un reality show che passa per Facebook e i social network. In queste prime settimane dopo il voto il rapporto della nuova classe dirigente locale di marca leghista con i media sembra cancellare l'idea di azione amministrativa. Forse i nuovi amministratori sono coscienti che il grande successo ha, almeno per ora, le fondamenta fragili del sostegno di appena un quarto dei cittadini cascinesi». (s.c.)
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