Il Tirreno

Pontedera

Palloncini bianchi e applausi

di Sabrina Chiellini
Palloncini bianchi e applausi

Così Ponsacco ha salutato Lorenzo Malacarne travolto e ucciso da un’auto

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PONSACCO. La musica di Mozart, suonata da cinque amici con i quali Lorenzo Malacarne studiava all’Accademia della chitarra a Pontedera, guidati dal maestro Raffaele Della Croce, saluta il feretro del diciottenne di Ponsacco alla fine delle esequie nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Centinaia le persone arrivate per dire addio al giovane morto in un incidente stradale a Pontedera.

Un ultimo abbraccio in musica, seguito dal lancio di palloncini bianchi e da un lungo applauso. Una catena di mani che vorrebbero toccare il feretro, coperto da un cuscino di rose bianche e seguito dai genitori che piangono la scomparsa del loro unico figlio.

A Ponsacco è il giorno del lutto cittadino, proclamato dalla sindaca Francesca Brogi, dopo la morte dei due giovani travolti da un’auto mentre viaggiavano in scooter nella notte tra martedì e mercoledì: oltre a Lorenzo, Sara Cicciotto, 17 anni, deceduta la notte tra giovedì e venerdì a Cisanello e che sarà sepolta nei prossimi giorni.

Lorenzo e Sara, due ragazzi sorridenti, solari, legati da una grandissima amicizia e, purtroppo, da un destino di morte che li ha sorpresi mentre, abbracciati in sella a uno scooter, tornavano a casa dopo una serata con gli amici. Una storia tristissima di due persone che si volevano davvero bene.

Un lungo messaggio che Lorenzo aveva scritto a Sara pochi mesi fa, quando lei aveva festeggiato 17 anni, è un autentico inno, pur nella sua semplicità, all’amicizia. Lui scrive di lei: «La migliore amica che io potessi desiderare. Non c’è dubbio!».

«Lorenzo è il nostro presente e sarà il nostro futuro». Quando gli amici e le insegnanti prendono la parola per ricordare “il piccolo angelo” nella chiesa di San Giovanni Evangelista, che non riesce a contenere le centinaia di persone e dove il caldo causa alcuni malori, scende il silenzio. È il momento del distacco. Di chi sa che quelle parole hanno un significato chiaro: sono il momento del saluto, in circostanze, come quelle di una vita spezzata in maniera prematura, in cui trovare risposte alle domande non è facile se non con una grande fede, come ricorda il prete all’omelia. E allora, per sopravvivere al dolore, non resta che pensare che Lorenzo e Sara sono ancora insieme.

«Lorenzo vola come un aquilone che se ne va verso la pienezza della luce», dice il sacerdote provando a cercare parole di conforto per i genitori.

«Lorenzo, ti vogliamo bene», conclude una delle insegnanti che lo ha conosciuto come studente modello, legato alla famiglia e ai nonni, con un sogno nel cassetto: quello di diventare attore. Sogno che aveva cominciato a costruire con le prime esperienze come animatore nei villaggi turistici.

Al liceo artistico “Russoli”, a Cascina, Lorenzo aveva condotto, scelto tra centinaia di alunni, lo spettacolo organizzato alla fine dell’anno scolastico.

Nel giorno dell’addio a Lorenzo, alla presenza del sindaco di Ponsacco e dei volontari dell’associazione Fratres, degli amici del tennis e della scuola, nei pensieri di tutti c’è posto anche per Sara.

«Ti pensiamo con lei, riposate in pace piccoli angeli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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