La manifestazione
La delibera della discordia non si tocca
VICOPISANO. Non accenna a diminuire lo scontro tra maggioranza e opposizione. Pomo della discordia resta la delibera 45 in materia di "occupazione di suolo pubblico per attività di propaganda...
VICOPISANO. Non accenna a diminuire lo scontro tra maggioranza e opposizione. Pomo della discordia resta la delibera 45 in materia di "occupazione di suolo pubblico per attività di propaganda politica" approvata dalla giunta Taglioli e rimasta in vigore anche dopo l'ordine del giorno urgente presentato dal Movimento Cinque Stelle durante l'ultimo consiglio comunale. Dagli insulti in aula, ora le due parti ufficializzano le posizioni con comunicati ed, invece di risolvere la questione negli spazi dedicati al confronto politico, alimentano il giro delle accuse reciproche a mezzo stampa. La posizione dei pentastellati vicaresi rappresentati in consiglio dal capogruppo Paolo Landi è netta.
«Il sindaco e la giunta - riporta un comunicato - devono ritirare subito quella delibera che limita la libera espressione e informazione a Vicopisano!». E continuano: «Basta con i vincoli e con le prese di posizione antidemocratiche che vengono imposte dalla giunta da due anni a questa parte a Vicopisano».
Il Movimento Cinque Stelle attacca l'amministrazione vicarese anche sull'impossibilità di utilizzare i mezzi di comunicazione del Comune. «In qualità di amministratori - spiegano - tutti i gruppi consiliari hanno il diritto ed il dovere di informare i cittadini e quindi devono avere accesso ai canali di informazione istituzionale. Il Movimento Cinque Stelle vuole fare informazione, ma la giunta lo impedisce sempre di più».
Quasi contemporaneamente, il sindaco di Vicopisano Juri Taglioli e il capogruppo di maggioranza Aldo Picchi provano a spiegare il momento attraversato dal Comune: «È davvero difficile - riporta una nota a doppia firma circa le accuse mosse dal Movimento - dopo una tale quantità di offese e falsità mantenere la calma, non rispondere con stizza a quel "vergogna, vergognatevi" così ripetuto e urlato, a quelle accuse di "bassezza", di "disonestà", di "atteggiamento mafioso e dittatoriale"».
Carlo Palotti
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