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Botte all’asilo, due maestre chiedono di patteggiare

Botte all’asilo, due maestre chiedono di patteggiare

Le educatrici Ori e Ricci stanno definendo l’accordo con la Procura: sconto di un terzo della pena e udienza a porte chiuse di fronte al gup

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PISA. Fare presto per chiudere una pagina triste della propria vita, soprattutto professionale, evitando l’esposizione di un processo pubblico. Un passaggio doloroso per tutti, dalle imputate alle parti offese, con la scontata certezza di finire di nuovo sotto i riflettori con la cronaca delle udienze a scandire le accuse sgradevoli impresse in video e audio. Un “film” senza filtri girato dai carabinieri del nucleo investigativo dal 30 novembre 2015 al 13 gennaio 2016.

Ipotesi di patteggiamento. In vista dell’udienza preliminare del 21 luglio davanti al gup, Giulio Cesare Cipolletta, i legali di due delle tre educatrici di un asilo nido comunale accusate di maltrattamenti sui bimbi stanno concordando con la Procura un’ipotesi di patteggiamento. Con relativo sconto di un terzo della pena. Si tratta di Sonia Ori, 59 anni, originaria di Sillano (Garfagnana) e residente a Pisa e Marcella Ricci, 60 anni, di Agnano, andata in pensione prima del licenziamento formale. Nessuna richiesta di rito alternativo dall’altra maestra per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, Donatella Castiglioni, 59 anni, di Cascina. Delle tre è l’unica a non essere stata licenziata senza preavviso dal Comune. È stata assegnata a un settore diverso dove non è in contatto con i bimbi. In attesa dell’esito processuale, Palazzo Gambacorti non ha applicato nei suoi confronti la procedura sprint adottata per le due colleghe.

Udienza a porte chiuse. Ori (arrestata ai domiciliari il 4 febbraio e tornata libera tre mesi dopo) e Ricci, consigliate dagli avvocati Alessandra Papineschi e Giulia Padovani, chiedono di definire in camera di consiglio, a porte chiuse e di fronte al gup, la loro posizione processuale con una sola udienza. Il giudice, una volta che Procura e imputate avranno trovato un accordo, dovrà solo valutare la congruità della pena rispetto alle contestazioni mosse: maltrattamenti con l'aggravante di aver commesso il fatto ai danni di minori e in loro presenza. L’obiettivo è di ottenere un verdetto che, al di sotto dei due anni, possa garantire la sospensione condizionale o almeno sotto i 3 anni per chiedere poi l’affidamento ai servizi sociali. Il tema dei risarcimenti verrebbe così spostato sul fronte civile. Le famiglie (venti i bimbi parti offese rappresentati dai genitori) dovrebbero avviare un’azione legale civilistica.

Una imputata si smarca. Diversa la scelta di Castiglioni contro la quale gli episodi sono numericamente inferiori rispetto a quelli addebitati a Ori e Ricci. Di qui la decisione di affrontare l’udienza preliminare nel corso della quale si costituiranno parte civile i genitori dei bambini e il Comune al quale, però, una famiglia chiede i danni per responsabilità oggettiva come datore di lavoro che non ha vigilato sull’operato dei propri dipendenti.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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