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Rimane ai domiciliari la giovane di 23 anni che guidava l’auto
L’accusa a suo carico è duplice omicidio colposo stradale Il giudice convalida l’arresto e dispone la misura cautelare
PONTEDERA. Convalidato l’arresto e applicata la misura dei domiciliari all’automobilista di Pontedera che, alla guida della sua auto sotto l’effetto dell’alcol, ha travolto e ucciso due ragazzi di 18 e 17 anni.
Ieri mattina, in tribunale a Pisa, di fronte al gip Giulio Cesare Cipolletta si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto di Giuly Tuzzeo, 23 anni, ora accusata di duplice omicidio colposo stradale.
Nella notte tra martedì e mercoledì la giovane, dipendente di un centro commerciale, stava andando in via Nenni, dove abita, quando ha avuto l’incidente. Ha perso il controllo della vettura che ha invaso la carreggiata opposta proprio mentre stava arrivando il motorino con i due ragazzi di Ponsacco. Un urto violento con conseguenze terribili. Non solo per le due vittime e le loro famiglie, ma anche per la stessa automobilista e i suoi genitori.
Ieri la conducente della Lancia Y finita nella corsia opposta ha risposto alle domande del giudice - è difesa dall’avvocato Gabriele Dell’Unto - anche se dice di non ricordare perfettamente, per lo choc subito, i momenti del tremendo impatto.
L’indagata ha raccontato come ha trascorso la giornata e la sera di martedì. Era stata a cena a casa di amici, aveva bevuto vino e poi più niente. Dopo cena era stata a Pontedera per fare un giro in centro approfittando dello shopping sotto le stelle con i negozi aperti fino a mezzanotte. Dopo la cena, dunque, Giuly Tuzzeo non avrebbe bevuto. Resta quindi da capire come mai - anche se lei dice di avere bevuto lontano dall’orario in cui è avvenuto l’incidente - la giovane avesse ancora nel sangue un tasso alcolemico tre volte superiore al limite consentito. Lo stato di ebbrezza della donna non è emerso durante le prime fasi dei soccorsi, lungo la via delle Colline al Romito. Solo in un secondo momento, con gli esami diagnostici effettuati al pronto soccorso dell’ospedale Lotti, è emerso che l’automobilista, quando si è messa alla guida per tornare a casa, non era in condizioni idonee.
Ieri mattina, durante il conferimento dell’incarico per l’autopsia sulla salma di Lorenzo Malacarne, l’automobilista ha avuto la possibilità di parlare con gli zii del ragazzo ai quali ha cercato di esprimere le sue condoglianze, pur rendendosi conto della gravità della situazione e delle responsabilità che dovrà assumersi. Giuly Tuzzeo, anche se incensurata, rischia una pesante condanna. La recente legge che ha introdotto il reato di omicidio stradale prevede pene fino a 18 anni quando l’automobilista che causa l’incidente viene trovato alla guida in stato di ebbrezza o quando le vittime sono più di una, come nel caso dell’incidente avvenuto al Romito.
«La ragazza - ha riferito l'avvocato Gabriele Dell'Unto - è ancora sotto choc. Al giudice ha manifestato il dolore per l'accaduto e rappresentato la sua vicinanza alle famiglie delle vittime proponendosi, appena sarà possibile e le circostanze lo consentiranno, di cercare un contatto diretto. Offriamo comunque la massima lealtà a collaborare con il pubblico ministero Flavia Alemi per trovare i riscontri a quanto riferito dalla giovane in sede di udienza di convalida».
Oggi ci sarà il conferimento dell’incarico per l’autopsia sulla salma di Sara Cicciotto. Lunedì quello al Ctu che dovrà ricostruire la dinamica dell’incidente stradale.
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