Finanza
Piaggio: la Solidarietà decisa dalle assemblee
Calendario di incontri per far decidere gli operai sull’ammortizzatore sociale Ma in assenza di un accordo l’azienda può chiedere la cassa integrazione
PONTEDERA. La Rsu Piaggio ha deciso: prima di tornare al tavolo della trattativa per la riattivazione del contratto di solidarietà ci saranno una serie di assemblee in fabbrica per ottenere il mandato dei lavoratori di firmare o meno l’intesa con l’azienda. Dal canto suo, però, la dirigenza dello stabilimento, durante la riunione all’Unione industriale pisana dell’altro giorno, aveva già annunciato che, volendo far partire la Solidarietà da lunedì prossimo, in mancanza di un accordo avrebbe chiesto la cassa integrazione. Un ammortizzatore sociale, quest’ultimo, che un’azienda può chiedere anche senza aver ottenuto l’ok da parte dei rappresentanti dei lavoratori.
Qualcuno della Rsu saluta questo ritorno alle assemblee con un «finalmente gli operai tornano padroni del loro destino». Altri guardano la piega presa all’interno della riunione dei delegati e dei segretari provinciali come «uno scaricabarile delle responsabilità dei sindacati sui lavoratori». Di fatto, però, l’incontro di ieri ha sancito un cambiamento netto rispetto al passato. Che potrebbe portare a un periodo molto più difficile e aspro di relazioni tra i sindacati e Piaggio.
La dirigenza della casa pontederese delle due ruote ieri fosse nella sede dell’Unione industriale pisana in attesa dei sindacalisti per cominciare l’incontro alle 15, come da programma, ma ha dovuto prendere atto che Rsu e segretari non si sarebbero presentati.
L’incontro nella stanza dei delegati, infatti, è cominciato di mattina ed è terminato nel pomeriggio inoltrato. Ci sono stati due ordini del giorno presentati, in cui si chiedeva di inserire nella trattativa per il rinnovo della Solidarietà anche temi come il caldo in alcuni reparti e il premio di risultato, oltre al fatto di riunire i lavoratori in assemblea prima di firmare qualsiasi accordo. Fim Cisl non ha partecipato al voto, mentre lo hanno fatto Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb. Alla fine la votazione ha visto dieci favorevoli e nove astenuti rispetto alla proposta delle assemblee.
Difficile, anche volendo, parlare di una Rsu unita e con una maggioranza chiara. Tutta la discussione è spostata alle assemblee in programma tra venerdì e mercoledì 13 luglio. A quel punto la speranza è di trovare alcuni punti da sottoporre a Piaggio nella discussione per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Ma, probabilmente, la cassa integrazione (da capire se sarà ordinaria o straordinaria) sarà già una realtà. E il timore di una parte dei sindacati è che la durata richiesta dall’azienda sia di un anno di “cassa”. Ipotesi tutt’altro che remota in assenza di un accordo. In un periodo così lungo sarebbe difficile proporre, infatti, una trattativa per il contratto di solidarietà.
Quel che è certo è che l’attuale situazione sindacale nella fabbrica di Pontedera è tutto fuorché scontata. Fare ricorso alle assemblee prima di parlare con l’azienda potrebbe essere un’arma a doppio taglio, ma anche una sorpresa positiva di un nuovo corso in un momento particolarmente delicato per il settore metalmeccanico della Valdera, ancora molto dipendente dal gruppo di cui è presidente Roberto Colaninno. Settembre, infatti, si avvicina. E se il comparto dovesse subire trovarsi di fronte al termine di gran parte degli ammortizzatori sociali di cui hanno usufruito molte ditte dell’indotto, la bolla potrebbe scoppiare. E, allora, si salverebbero davvero in pochi.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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