Sicurezza
Angelica e quel diario scritto al Meyer per “il suo dottore”
Una bimba di 11 anni racconta in un libro emozioni e paure vissute nei lunghi giorni trascorsi in ospedale a Firenze
LAJATICO. Questa è la storia di Angelica, una bambina di Lajatico che oggi ha 11 anni, ma che due anni fa ha vissuto un calvario fatto di operazioni e tanta paura per i genitori. Una vicenda, la sua, fatta anche di grande umanità da parte dei medici e di grande speranza per tutti. Una storia riassunta in un libro dal titolo semplice, ma che dice tutto: “Il mio diario”. Un testo di 41 pagine, edito da Aletti, da leggere tutto d’un fiato per ripercorrere un cammino che alla fine si è risolto per il meglio. Ma che a tratti è in grado di stringere il cuore.
«Abbiamo voluto incoraggiare Angelica a scrivere questo libro - spiegano i genitori - e poi di raccontarne la storia per aiutare altri bimbi colpiti da gravi problemi e le loro famiglie a non perdere le speranze davanti a situazioni simili». Una precisazione doverosa al termine di un calvario cominciato nel giugno 2014, quando Angelica cade da un gonfiabile proprio alla fine della terza elementare. Un colpo come ne prendono tanti i bambini della sua età. Ma che le procura un forte dolore alla testa che i medici, spiegarono con la presenza di una ciste. Dopo vari consulti, la bimba arriva al Meyer ed è lì che incontra quello che sarebbe diventato un grande, nuovo amico per lei. Quello che, nel libro, chiama «il mio dottore», senza mai nominarlo. «Se ora ripenso a tutto questo, posso solo dire grazie - si legge nel libro- meno male che è successo. Altrimenti, come sarebbe andata a finire? Però ora posso invece dire e sono contenta di dirlo: Ho un amico in più! Il mio più grande amico, il mio dottore!».
Una persona davvero speciale, quel medico che l’ha operata e che, dopo essere tornata a casa e aver accusato ancora un forte dolore alla testa, è rientrato dalle vacanze in anticipo solo per curare di nuovo la piccola Angelica. Il giorno dell’operazione «la mattina presto nella mia camera, arrivò lui - scrive Angelica nel capitolo “La sorpresa” - Ero contentissima! Nemmeno la mia mamma si era accorta del suo arrivo e lui mi salutò dicendomi: “Ciao, sono tornato dalle ferie solo per te”. In quel momento credevo di essere la bambina più fortunata del mondo. Lui mi dava talmente tanta fiducia, che potevo affrontare qualsiasi tipo di operazione e quando entrai in sala operatoria ero tranquillissima».
Un piccolo viaggio nelle emozioni che una bimba così piccola non dovrebbe mai trovarsi ad affrontare. Ma che, grazie all’amore dei genitori e a un ospedale speciale come il Meyer, oggi per lei rappresenta un ricordo tutto sommato piacevole. «Ecco la mia storia. Da una semplice caduta, ho scoperto un’altra cosa. Forse una coincidenza? Non lo so, però è andata così», scrive nel finale aggiungendo: «Domenica 31 maggio 2015 ho festeggiato la mia prima comunione. Forse quel giorno così bello, poteva essere brutto, se i dottori non scoprivano cosa dovevano fare per me. Un pensiero, naturalmente, quel giorno è stato per il mio dottore di Firenze».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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