Sicurezza
Sul colle di Ghizzano ecco la cintura di Isadora
Importante ritrovamento archeologico, ci sono anche un copricapo e un anello Erano il corredo funebre di un’adolescente sepolta nella chiesa di Santa Mustiola
PECCIOLI. Un’adolescente e la sua cintura. Detta così non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse per il fatto che quel pezzo di cuoio lungo un metro e mezzo e adornato da 84 borchie di bronzo risale ai primi decenni del 1.300 ed è stato ritrovato durante lo scavo archeologico sul Colle Mustarola a Ghizzano. Un reperto, assicurato per centinaia di miglia di euro e che sarà esposto nel museo archeologico di Peccioli da domani sera, giorno della presentazione di vari reperti emersi dall’attività del gruppo archeologico Tectiana, sotto il coordinamento della Soprintendenza.
La cintura è il pezzo pregiato della nuova esposizione, ritrovata insieme un anello e a un copricapo, che gli esperti indicano come elementi di un corredo funebre appartenuto a una ragazza di 16 o 17 anni sepolta proprio nella collina della frazione pecciolese. L'area di scavo ha fatto emergere i resti di una cisterna romana, ma anche della chiesa di Santa Mustiola. Secondo la ricostruzione fatta dagli archeologici, nella zona è evidente la presenza di romani e longobardi in epoca più recente. «Tutto è nato nel 2004 - racconta Elisa Piludu, direttore del gruppo Tectiana - Dai racconti della gente che abita a Ghizzano, secondo cui nella zona c’erano teschi sotterrati, abbiamo cominciato a scavare, senza trovare niente. Lasciando il colle, però, alcuni appartenenti al gruppo archeologico videro delle pietre particolari. A quel punto vennero avviate le procedure con la Soprintendenza per proseguire l’attività, scoprendo che in quell’area, anticamente, c’era la chiesa di Santa Mustiola». Quello è stato l’inizio che, nel corso degli anni ha portato alla scoperta di una cisterna romana risalente al primo secolo dopo Cristo. «Segno che serviva per la risorsa idrica di abitazioni presenti nella zona», aggiunge Piludu.
Ma anche un elemento che conferma l’importanza di quest’area nella direttrice per Roma, via Volterra, altra città romana molto importante. «La rilevanza di Ghizzano è cambiata nel tempo - riprende l’archeologa - perché la cisterna è stata trovata piena di pezzi di ceramica dalle provenienze più disparate, come l’Africa, la Siria, ma anche di epoca longobarda. Questo ci fa capire che in zona era arrivato anche quel popolo che, nei primi del 600 conquisterà Volterra».
«Questi ritrovamenti - ha spiegato il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, durante la presentazione delle scoperte - rappresentano per noi un punto importante nell'attività archeologica che si svolge ormai da anni nel nostro territorio. Ma per rendere uno scavo e un reperto appetibile dai circuiti culturali e turistici serve anche un'emozione e un sistema per far calare nella realtà storica i visitatori».
È per questo che la macchina organizzativa pecciolese ha dato un nome di fantasia alla ragazza sepolta a Ghizzano, chiamandola Isadora e costruendo attorno alla sua cintura, assicurata per centinaia di migliaia di euro, un viaggio fatto di video e ricostruzioni in 3d che saranno al centro dell'evento di domani. Un appuntamento che si preannuncia come l’inizio di un viaggio in cui si dovrà scoprire qualcosa di più della ragazza della quale sono state ritrovate ossa che saranno analizzate nelle prossime settimane dal dipartimento di antropologia dell’Università di Ferrara.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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