Il Tirreno

Pontedera

Profughi, spunta l’ipotesi dell’albergo

di Sabrina Chiellini
Profughi, spunta l’ipotesi dell’albergo

Potrebbero essere ospitati in una struttura del Cascinese

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. L’unica certezza è che i migranti richiedenti asilo continueranno ad arrivare. Dopo il no espresso dalla sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, all’ipotesi di accogliere nuovi profughi, il prefetto di Pisa, Attilio Visconti, ha ribadito che l’accoglienza non si fermerà e che anche Cascina, nonostante le posizioni della nuova amministrazione, dovrà fare la sua parte.

Il punto di partenza resta quello dell’accoglienza diffusa, per piccoli nuclei da ospitare nei vari paesi. Ma i privati disposti a mettere a disposizione immobili da affittare per i progetti destinati ai migranti sono un numero esiguo. Le società della salute sono al lavoro per cercare altre soluzioni così da evitare la strada dell’accoglienza nelle tende, attuata in altre zone. In modo particolare la prefettura ha chiesto a Pisa e Cascina di aumentare il numero dei profughi da accogliere nei rispettivi territori. Se per Pisa la Regione ha messo a disposizione gli immobili di via Zamenhof, un tempo sede degli uffici dell’Asl, per Cascina la società della salute pisana sta valutando varie possibilità, compresa quello di attuare un progetto di accoglienza in un ex albergo situato a Sant’Anna lungo la Tosco Romagnola. Se l’immobile di Pisa non è predisposto per quanto riguarda i bagni e i servizi, trattandosi soprattutto di locali da ufficio, l’albergo di Sant’Anna è chiuso ormai da anni. In questi giorni la Croce Rossa ha chiesto ai volontari e ai dipendenti del comitato locale di San Frediano a Settimo se sono disponibili a seguire progetti di accoglienza dei migranti sul proprio territorio. «Non so dire se potrà essere realizzato un intervento nell’ex albergo di Sant’Anna – spiega il presidente provinciale della Croce Rossa, Antonio Cerrai – certo è che l’accoglienza dovrà anche essere proporzionata al numero dei residenti nei singoli comuni. San Giuliano Terme ha una percentuale dello 0,65%, mentre Cascina e Pisa sono fermi allo 0,15%». Cerrai spiega che da poco è arrivata dalla Solvay la disponibilità di un immobile, situato vicino a Volterra, che potrà accogliere 25 migranti. «Anche a Volterra prima di fare partire il progetto ho chiesto al comitato locale e ora stiamo lavorando per attuare».

Lo slogan della sindaca leghista di Cascina - “Prima aiutiamo gli italiani” - non sembra che riuscirà ad interferire con le decisioni della prefettura. In questi giorni, e soprattutto dopo l’ultima riunione convocata a Pisa in cui il silenzio dei sindaci rispetto alle soluzioni da dare al problema non ha consentito di trovare nuovi alloggi, circolano numeri in libertà rispetto all’arrivo di profughi e alla loro possibile accoglienza.

Corrado Guidi, sindaco di Bientina e presidente dell’Unione dei Comuni della Valdera, per esempio, non conferma l’arrivo di 17 profughi nel suo comune. «Noi restiamo per l’accoglienza diffusa, per piccoli nuclei. Se c’è la disponibilità di alcuni privati non ne sono a conoscenza», è stata la risposta del sindaco alla nostra domanda sull’arrivo di migranti richiedenti asilo. Anche da Terricciola nessuna conferma all’ipotesi di una struttura disponibile ad ospitare 30 persone a Morrona. La sindaca Maria Antonietta Fais smentisce questa voce.

Se non ci sono proposte per accogliere piccoli nuclei prevarranno soluzioni di altro genere, come quella attuata a San Giorgio di Cascina con 32 migranti arrivati con un solo viaggio. E con i sindaci informati in extremis, circa 24 ore prima dell’arrivo dei nuovi cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa