Il dolore
I senegalesi premiano don Romano
Il sacerdote riceverà il “Koleré” per il suo impegno a favore della convivenza pacifica tra culture e del dialogo tra religioni
SANTA CROCE. Quest'anno il premio andrà ad un sacerdote scelto come simbolo di una Chiesa che sa ascoltare e accogliere. Una Chiesa più che mai in prima linea anche di fronte all'emergenza dei profughi. È con questa motivazione che la comunità senegalese della cittadina conciaria, riunita nell'associazione Cos.s.San, ha deciso di consegnare l'annuale premio "Kolëré" a don Romano Maltinti, parroco di Santa Croce, presidente Caritas della diocesi di San Miniato. Un'iniziativa ormai consueta quella di Cos.s.an, che ogni anno premia una persona del comprensorio che si sia distinta nell'ambito dell'integrazione e del dialogo fra culture. Qualità che da sempre contraddistinguono la storia umana e pastorale di don Romano, al quale i senegalesi di Santa Croce (sono di religione musulmana) hanno deciso di esprimere gratitudine.
La consegna del premio avverrà nell'ambito dell'annuale festa per la fine del mese sacro del Ramadan, che la comunità senegalese organizza a Santa Croce per il terzo anno consecutivo. L'appuntamento è per sabato 23 luglio nei locali della mensa "Oredodici" di via San Tommaso.
A caratterizzare la serata, in programma dalle 19 alle 24, sarà una cena a base di piatti tipici senegalesi (10 euro il costo a persona), pensata come momento di ritrovo e di condivisione per i valori dell'amicizia, della fratellanza e del dialogo interreligioso. Un appuntamento al quale Cos.s.San attende anche la partecipazione, come sempre, delle realtà socio-culturali della cittadina conciaria. Nel corso della serata sarà consegnato il premio a don Romano, «per il suo costante impegno - si legge nelle motivazioni - in favore della convivenza pacifica delle culture e del dialogo inter-religioso».
«Abbiamo scelto di premiare don Romano anche per il suo coraggio - aggiunge il presidente di Cos.s.San. Adama Gueye -. Più volte, quando la nostra associazione ha voluto organizzare delle iniziative, lui non ha esitato a metterci a disposizione il centro parrocchiale di piazza Matteotti, nonostante alcune persone attorno a lui siano sempre state critiche verso questa scelta». Un linea di coerenza quella di don Romano, da sempre impegnato anche nel campo dell'accoglienza, soprattutto come presidente onorario del Centro di ospitalità notturna, dove si trovano anche alcuni dei richiedenti asilo accolti a Santa Croce.
«Don Romano ha sempre dimostrato grande attenzione anche al problema dei profughi - prosegue il presidente Gueye -. Il premio nei suoi confronti vuole essere anche un riconoscimento da parte nostra verso la Chiesa, per l'attenzione e l'impegno nel campo della solidarietà internazionale. Don Romano, infine, è stato anche disponibile, fin da subito, ad accogliere la nostra proposta di istituire, a Santa Croce, un tavolo di dialogo fra le nostre due religioni».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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