Il Tirreno

Pontedera

L’ex pugile senegalese dà lezioni di ecologia

di Tommaso Silvi
L’ex pugile consegna una guida per la raccolta porta a porta dei ri rifiuti (Foto Franco Silvi)
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L’ex pugile consegna una guida per la raccolta porta a porta dei ri rifiuti (Foto Franco Silvi)

A Pontedera il campione Alì incontra i cittadini stranieri per conto della Geofor: "Il mio lavoro è spiegare loro come si smaltisce correttamente la spazzatura"

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PONTEDERA. "Anche se non salgo più sul ring, non ho perso il mio spirito da combattente. Sto affrontando una nuova battaglia, che voglio vincere a tutti i costi". Determinato e senza peli sulla lingua. È passato poco meno di un anno e mezzo dal suo ultimo incontro, ma Mouhamed Alì Ndiaye, 36 anni, una moglie e due figli, non ha perso la voglia di lottare. L'ex pugile di origine senegalese arrivato a Pontedera nei primi anni Duemila e divenuto, a suon di vittorie, un punto di riferimento sportivo per la città, ora si batte in nome del rispetto dell'ambiente, come operatore di Geofor.

Una lotta dura, da affrontare giorno dopo giorno, nelle case degli extracomunitari residenti sul territorio comunale. Il compito di Alì è proprio quello di educare i cittadini di origine straniera al rispetto della raccolta differenziata: un impegno quotidiano, che spesso va oltre i confini della spiegazione del corretto smaltimento dei rifiuti. "Gli stranieri mi accolgono nelle loro case, mi riconoscono, si confidano con me. Non parliamo soltanto di spazzatura, mi chiedono consigli anche su altri servizi comunali. Spesso non capiscono l'italiano e si trovano in difficoltà, non sanno come chiedere aiuto", spiega il gigante di Pikine, capoluogo dell'omonimo dipartimento nel cuore del Senegal.

Alì ogni giorno alle 14 si reca nello stabilimento Geofor, nella zona industriale, e raccoglie l'elenco dei residenti da catechizzare in nome del rispetto per l'ambiente. "Sono fiero di quello che sto facendo. Il messaggio che cerco di portare nelle case degli immigrati non tocca solo i rifiuti, è fatto di integrazione e di speranza", dice ancora Alì, che poi analizza il fenomeno dei numerosi sacchi abbandonati in vari angoli della città: "In molti sostengono che a lasciare l'immondizia per le strade sono gli extracomunitari, ma non è così. Ci sono italiani, residenti in altri comuni, che si fermano con la loro auto dove capita e lasciano la spazzatura a terra. È facile dare la colpa agli stranieri, ma la maggior parte di loro rispetta la raccolta differenziata e ne conosce le regole. Chi viene colto in flagrante, al di la della sua nazionalità, deve essere punito severamente".

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Dai guantoni, al ruolo di maestro dell'ecologia. Una sorta di seconda vita per Mouhamed Alì Ndiaye, che si è già calato perfettamente nel suo nuovo impiego: "Ho raccolto una serie di pareri da parte dei cittadini e sono pronto a inoltrare molte proposte a Geofor. La prima, sicuramente, riguarda gli orari di Igenio, che è utilizzabile, al mattino, a partire dalle sette. Molti stranieri lavorano fuori sede, in particolare a Firenze, e prendono il treno alle 6,40. Non possono gettare la spazzatura e non possono nemmeno far crescere una montagna di immondizia sul terrazzo di casa. È un aspetto della raccolta che va regolato in modo differente rispetto all'attuale organizzazione".

E per il futuro, Alì ha già pronta un'iniziativa capace di far collaborare residenti originari di altri paesi e italiani: si chiamerà "Giornata per l'ambiente" e si svolgerà a settembre. "Ho già parlato con l'amministrazione, illustrando il mio progetto. L'evento si svolgerà di domenica e mirerà a sgombrare la città dai rifiuti, più o meno grandi, lasciati per le strade dagli incivili. Una maxi raccolta di gruppo - spiega Ndiaye - con una festa finale di fronte al Palazzo comunale".

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